19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Cronaca

Eni: Le emissioni aumenteranno dell’11-12%


TARANTO – “Le nuove installazioni incrementeranno le emissioni diffuse di circa l’11-12% a causa delle dimensioni maggiori della nuova area di stoccaggio e del quantitativo di greggio Tempa Rossa movimentato”. E’ quanto si legge nella “sintesi non tecnica” stilata dall’Eni per descrivere il “progetto di adeguamento delle strutture della Raffineria di Taranto per lo stoccaggio e la movimentazione del greggio proveniente dal giacimento denominato Tempa Rossa”.

Il progetto prevede l’arrivo di petrolio grezzo da raffinare nello stabilimento tarantino. L’Eni, nella sua relazione, prevede dunque un cospicuo incremento delle emissioni inquinanti. “I principali impatti ambientali associati alla fase di costruzione sono connessi con la movimentazione delle terre derivanti dalla attività di scavo per l’esecuzione delle opere di onshore – si legge nella relazione datata gennaio 2011. La movimentazione di mezzi e soprattutto le attività di scavo e rinterro genereranno durante l’esistenza del cantiere la produzione di polveri, con ricadute sulle aree circostanti strettamente correlate ai fenomeni atmosferici. In generale, per tutta la fase di costruzione dell’impianto, il cantiere produrrà fanghiglia nei periodi piovosi o polveri nei giorni secchi che si potranno riversare, in funzione delle condizioni ambientali, nelle aree limitrofe, ma comunque non subiranno una elevata dispersione”. Quindi la sintesi dell’Eni tratta la “qualità dell’aria” in relazione alla “stima qualitativa e quantitativa degli impatti in fase di esercizio”. “Le nuove installazioni incrementeranno le emissioni diffuse di circa l’11-12% a causa delle dimensioni maggiori (una superficie di circa 10.000 m2) della nuova area di stoccaggio e del quantitativo di greggio Tempa Rossa movimentato. La ricaduta d tale emissioni – dicono dalla Raffineria – interesseranno prevalentemente le aree adiacenti alla Raffineria e non determineranno una variazione significativa dello stato di qualità dell’aria circostante”. Ma nella sintesi è possibile rilevare come il colosso del petrolio dica di aver “adottato tutte le tecniche disponibile per minimizzare tali emissioni dovute alle caratteristiche fisico-chimiche dello stesso greggio, adottando serbatoi a tetto galleggiante, minimizzando la presenza di dispositivi flangiati lungo la linea di trasporto e abbattendo le emissioni durante le fasi di carico attraverso l’impianto di recupero valori”. E meno male, verrebbe da dire. L’Eni vorrebbe adottare le “migliori tecnologie disponibili”. Grazie a queste l’inquinamento subirà “solo” un incremento dell’11-12%.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche