Cronaca

Per Tempa Rossa 5mila tonnellate d’acciaio in mare


TARANTO – 5mila e 400 tonnellate di acciaio per le installazioni offshore. 23mila 960 metri cubi di terre da cava e 190mila e 900 tonnellate di materiali da costruzione per le installazioni onshore. Questi i numeri dei cantieri che l’Eni vorrebbe aprire sul suolo tarantino per permettere la realizzazione del progetto Tempa Rossa. Il piano promette di far arrivare petrolio grezzo dalla Val d’Angri da raffinare a Taranto. Poche, almeno stando a quanto è possibile leggere nella “sintesi non tecnica” del progetto, le ricadute in termini occupazionali.

“La durata della fase di cantiere di costruzione dei nuovi impianti è stata stimata su base statistica in circa 24 mesi – dicono dalla Raffineria – comprensiva della fase di realizzazione delle opere civili e della fase dei montaggi elettromeccanici delle varie componenti del progetto. Il cantiere impiegherà circa 53 operatori, tra lavori civili, meccanici ed elettrici”. Poche dunque le ricadute in termini occupazionali previste per la realizzazione delle opere. Ma non è tutto. Spulciando il documento redatto dall’Eni è possibile capire quale impatto avrà la messa in opera dei progetti. “Il contributo alle emissioni di polveri durante la fase di cantiere onshore è stato calcolato utilizzando la metodica suggerita dall’Environmental Protection Agency (Epa), pubblicata in un documento finalizzato alla valutazione dei fattori di emissione per tutte le attività antropiche che generano emissioni in atmosfera. Tale documento ha il nome di “Compilation of Air Pollutant Emission Factors Ap-42”. L’area complessiva interessata dalla costruzione – svela la relazione – è stimabile in circa 17mila m2. Considerando una durata del cantiere onshore pari a 24 mesi si è stimato un’emissione di polveri di circa 27 tonnellate, con una produzione giornaliera di polveri totali sospese di circa 47 kg al giorno”. Del resto proprio nell’edizione di TarantoSera di ieri, abbiamo descritto l’impatto ambientale di Tempa Rossa. Le emissioni, sempre secondo quanto riportato nella relazione della Raffineria, aumenteranno dell’11-12%. Anche se, il dato di 47kg giornalieri di polveri sospese per tutti i 24 mesi dei cantieri è utile a capire l’incidenza dei lavori per la realizzazione di Tempa Rossa sui quartieri tarantini posti a ridosso dello stabilimento Eni. Ad ogni modo, dalla Raffineria, spiegano anche quale fine faranno queste polveri. “Le particelle di dimensione significativamente superiore ai 30 um (micron) si depositano nelle immediate vicinanze del cantiere. Sulla base di tale considerazione – continuano dall’Eni – si può pertanto stimare che circa il 70% delle particelle ricade in un’area con un raggio generalmente inferiore a 200 metri dalla sorgente. Con i dati calcolati si può quindi considerare che circa 300kg di polvere al giorno si diffondono ad una distanza inferiore a 200 metri dall’area di cantiere e quindi all’interno del perimetro della Raffineria. I restanti 14 kg/giorno si diffondono invece verosimilmente ad una distanza superiore ai 200 metri, seguendo la direzione prevalente dei venti locali”. In pratica 33 kg giornalieri cadranno nell’area della Raffineria mentre gli altri 14 si “diffonderanno” ad una distanza superiore a 200 metri. Ma ovviamente anche due chilometri sono “superiori a 200 metri”.

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