22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 16:52:00

Cronaca

Pd con Stefàno. S’incrina l’asse Vico-Florido


TARANTO – Blasi dà buca proprio mentre sembra incrinarsi l’asse Vico-Florido. Doveva tenersi oggi il coordinamento politico-istituzionale del Pd. Il segretario regionale Blasi avrebbe dovuto sciogliere la riserva sulle primarie. Tutto rinviato, per sopraggiunti impegni, a lunedì. Ad ogni modo le fibrillazioni nel Partito democratico di casa nostra sono tutt’altro che sopite, anzi. A quanto pare, infatti, l’asse “pro Stefàno” tra Vico e Florido, sembra incrinarsi. Le componenti, fino a qualche settimana fa, sembravano concordare sulla necessità di ricandidare Stefàno allo scranno più alto di Palazzo di Città, in vista delle consultazioni elettorali del 6 e 20 maggio.

Ma una parte della Cgil tarantina (da sempre vicina alla linea dell’ex Ds Vico) riconducibile al segretario generale della Funzione Pubblica Mino Bellanova sembra preferire la strada che porta alle primarie e quindi alle “disponibilità” messe sul piatto, già da diversi mesi, da Pelillo e Capriulo. Anche il consigliere regionale Donato Pentassuglia pare abbia fatto presente a Florido di preferire il percorso indirizzato alla consultazione pre elettorale, piuttosto che garantire sostegno a Stefàno. Se tre indizi fanno una prova, potremmo anche aggiungere che l’onorevole Vittorio Angelici, da sempre al fianco di Florido, sembra, da qualche tempo a questa parte, sempre più distante dalla linea perseguita dal numero uno di Palazzo del Governo. Insomma, ci sarebbero tutti gli estremi per parlare di una presa di distanze di Vico. Anche perchè, qualora Pelillo decidesse di candidarsi alla Camera, sarebbe proprio l’onorevole a rischiare il posto in Parlamento. Ma c’è dell’altro. Il “caso Taranto” starebbe assumendo rilievo nazionale. Infatti, nello stesso Pd, si starebbe arrivando ad uno scontro tra le due principali correnti “democratiche”, quella di Bersani, che si identifica con la cosiddetta “foto di Vasto” (Pd, Idv, Sel) in contrapposizione con l’area riconducibile a Letta, Veltroni, all’ala migliorista e forse a D’Alema. Tutta l’area Pd, insomma, che sta lavorando da tempo all’allargamento della coalizione al Terzo Polo. Una circostanza che a Taranto avrebbe uno sbocco concreto proprio nella candidatura di Pelillo.

Fabio Mancini

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