13 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Cronaca

“Puzza di gas ed emissioni nocive dalle ciminiere Eni”


TARANTO – “Comunemente l’olfatto degli abitanti ionici deve sentire i più svariati e sgradevoli odori d’emissioni nocive e gas dalle ciminiere della Raffineria Eni, situazione impietosa dello stato del capoluogo ionico a livello ambientale”. E’ quanto si legge in una nota di Io Sud in riferimento alla situazione ambientale legata, a doppio filo, con i progetti che Eni e Cementir avrebbero intenzione di realizzare sul suolo tarantino. “Il primo cittadino un anno fa circa dichiarò che la sua giunta avrebbe elaborato un documento per chiedere all’Eni un risarcimento, per la città, per i danni procurati dalle sostanze emesse in atmosfera a causa delle sue attività produttive.

Adesso Stefàno cambia atteggiamento schierandosi apertamente al fianco dei sostenitori del raddoppio dello stabilimento Eni (esempio tangibile del malcontento sono fra gli altri le dimissioni dell’assessore Lucio Pierri). Con il nuovo stabilimento di Tempa Rossa – dicono dal patito fondato e presieduto dalla senatrice Adriana Poli Bortone – avremo 36 tonnellate d’inquinamento in più, nessuna royalties, nessun vantaggio per il nostro territorio a livello ambientale ed occupazionale. Un vero suicidio politico, serve un fronte comune per reagire all’ennesimo sopruso per il nostro territorio che merita rispetto e considerazione da multinazionali che hanno solo l’interesse di speculare e fare utili e dividendi alle spalle della brava gente che recita il copione di agnello sacrificale. Il progetto Tempa Rossa prevede la realizzazione di opere e impianti che serviranno allo stoccaggio e trasporto di greggio proveniente dalla Basilicata. In una città già letteralmente devastata dai veleni questo si tradurrà, in un ulteriore impatto sulla qualità dell’aria respirata dai tarantini. Perché non segnalare che per la banca d’affari Goldman Sachs, “Tempa Rossa” (attività estrattive Total in Basilicata) è considerato uno dei 128 progetti più importanti al mondo? Sarà forse per questa ragione che il Governatore della Puglia Nichi Vendola – che non ha proferito verbo sugli effetti nocivi delle attività estrattive su risorse idriche che pure dovrebbero stargli a cuore – ha detto sì a “Tempa Rossa”, cioè sì ad altri 50.000 barili di petrolio che finiranno nelle raffinerie Eni di Taranto. E’ lo stesso Vendola che il 21 gennaio scorso a Monopoli ha cavalcato il no alle trivelle Off-Shore (almeno in piazza), ma che è muto e afasico sul nuovo progetto Tempa Rossa a Taranto”. Ma Io Sud alza il tiro sulle “compensazioni” che l’Eni dovrebbe dare al territorio in cambio dell’ampliamento degli insediamenti produttivi. “L’Azienda Eni avrebbe dovuto, tramite gli amministratori locali, già impostare con Taranto un chiaro segnale di disponibilità verso il territorio ed i suoi abitanti – sostengono da Io Sud – abbattendo l’inquinamento dalle immissioni in atmosfera, mitigando i contenitori che si affacciano sul nostro mare e sulla strada statale 106, le ciminiere e quant’altro determini l’inquinamento, sempre nel rispetto delle leggi vigenti in materia, e normative in vigore per la tutela ed il rispetto dell’ambiente, ma tutto ciò non succede per grave inadempienze della politica locale sorda agli inviti dei cittadini. Un esempio di collaborazione doveva essere tra Enti Pubblici e Eni la proposta di un ristoro ambientale ben definito o royalties al nostro territorio, esempio tangibile poteva essere dei buoni benzina con il quale i cittadini potessero pagare alla pompa meno il carburante rispetto ad altre città che non hanno i grossi problemi ambientali di Taranto. In Basilicata, ad esempio, oltre ad un 7% sulle royalties è prevista, per i residenti, una “bonus card” per l’acquisto gratuito di carburante. Gli amministratori locali devono valutare se le ricadute di cui finora si è parlato sono più o meno soddisfacenti di uno sconto sulla benzina”.

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