Cronaca

Perse la vita a Taranto per fermare i ladri in fuga

Commemorati due eroici carabinieri a 76 anni di distanza. La ricostruzione dei fatti


Nel quadro delle manifestazioni per il bicentenario dell'Arma dei Carabinieri, nel cimitero comunale di Andria, presenti si è svolta una cerimonia di commemorazione del carabiniere Antonio Lorusso, medaglia d'oro al valor militare, morto in un'operazione di servizio il 4 maggio 1938 a Taranto.

Lorusso morì annegato, insieme ad un collega, nel tentativo di fermare una banda di ladri e dopo essere riuscito a colpirne uno a morte.

Questa la ricostruzione dei fatti così come riportata dal Comando provinciale dei carabinieri di Bari: il giovane Carabiniere si trovava con altro collega, Francesco Calì, sulla spiaggia di contrada Pizzone nel comune di Taranto in servizio di appiattamento, con lo scopo di scongiurare il furto di un cavo sottomarino di piombo arrotolato attorno ad una bobina, che si presumeva essere pronta per il trafugamento.

Alle 20 circa del 4 maggio, 4 uomini avvicinatisi alla bobina con l’intenzione di caricarla su una barca, desistettero dallo scopo in quanto i due carabinieri, visti i malviventi, intimarono loro l’alt e spararono alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio; per impedirne la fuga, nonostante poco avvezzi al nuoto, si aggrapparono alla barca che aveva ripreso il largo. I malviventi, non esitarono ad usare immediata violenza al carabiniere Calì, che, a causa della poca esperienza con il nuoto, una volta perso l’appiglio con la barca annegò. Il carabiniere Lorusso, resosi conto del pericolo che correva il collega, al fine di soccorrerlo, non esitò ad aprire il fuoco con la sua pistola, colpendo uno dei criminali e provocandone la morte.

Gli altri occupanti della barca, vista la determinazione di Lorusso, usarono violenza anche nei suoi confronti, facendogli mancare l'appoggio alla barca, provocandone la caduta in mare e l'inevitabile annegamento. Successive indagini da parte dei colleghi dei due eroici carabinieri permisero di individuare i rei ed assicurarli alla giustizia. I criminali confessarono le proprie colpe e grazie a questo fu possibile ricostruire in maniera precisa l’accaduto, facendo emergere l’eroismo e la dedizione al dovere espressa dai due militari, che, coscienti del pericolo che correvano, serenamente non esitarono a slanciarsi, nell'acqua in quel punto molto profonda per assicurare i malviventi alla Giustizia, con il massimo spirito di abnegazione e di sacrificio.

Alla memoria del carabiniere Antonio Lorusso è intitolata la Caserma sede del Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi.

Nel corso della cerimonia, coofficiata dal Cappellano Militare del Comando Legione Carabinieri Puglia  e svolta alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Legione Carabinieri Puglia, Colonnello Marco Rizzo, del Prefetto BAT, Clara Minerva, del Presidente della Provincia Bat, Francesco Ventola, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bari, Colonnello Rosario Castello, del Sindaco di Andria Nicola Giorgino, di una rappresentanza della locale Associazione Nazionale dei Carabinieri e dei familiari del militare scomparso, è stato deposto un mazzo di fiori, offerto dall’Arma dei Carabinieri.

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