Cronaca

Triplice omicidio, vertice con la Procura antimafia

Il Procuratore Cataldo Motta incontra gli investigatori dell’Arma di Taranto diretti dal colonnello Daniele Sirimarco


Strage di Palagiano: c’è il vertice blindato. Il procuratore antimafia del tribunale di Lecce , dottor  Cataldo Motta, incontra gli investigatori dell’Arma diretti dal colonnello Daniele Sirimarco per fare il punto sulle indagini avviate per incastrare i killer del piccolo Domenico, di sua mamma e del compagno di quest’ultima. 

Al vaglio gli elementi raccolti durante le serrate indagini tra cui il ritrovamento della macchina e delle armi che con molta probabilità sono state utilizzate dai sicari. Al vertice anche il procuratore Franco Sebastio, il pm antimafia Alessio Coccioli, il tenente colonnello Giovanni Tamborrino, il capo della Squadra Mobile Roberto Giuseppe Pititto e gli investigatori dello Sco di Lecce.  Intanto le riprese del sistema di videosorveglianza di un locale di Palagiano potrebbero portare ad una svolta nelle indagini sull’omicidio di Domenico Petruzzelli, il bimbo di due anni e mezzo ucciso in un agguato perché si trovava in braccio al vero obiettivo dei killer, il pregiudicato Cosimo Orlando, compagno di Carla Fornari e mamma del piccolo, che è la terza vittima della strage.Il triplice omicidio è avvenuto la sera del 17 marzo scorso e da allora  i carabinieri  coordinati dalla Dda di Lecce stanno dando la caccia ai sicari.Quelle riprese, che risalgono a due mesi prima della strage, immortalano Cosimo Orlando, allora detenuto in regime di semilibertà avendo scontato in carcere la metà della pena per un duplice omicidio, mentre incontra tre pregiudicati del posto con i quali intrattiene una sospetta conversazione. Un incontro vietato per chi è sottoposto dalla semilibertà e quindi sufficiente a far perdere tale diritto.

Ora è da quell’incontro che potrebbero nascere sviluppi utili a risolvere il giallo di Palagiano.

La vita di quei tre uomini filmati in compagnia di Orlando viene passata al setaccio dal pool di investigatori che dalla mattina del 18 marzo successiva alla strage stanno lavorando a ritmo serrato per stringere il cerchio attorno agli autori dello spietato agguato.

Intanto una pistola ed un fucile sarebbero le armi usate dai killer. Armi trovate nelle vicinanze della Opel Astra che, per gli inquirenti, gli assassini avrebbero utilizzato per inseguire ed affiancare, sul raccordo della 106, la Daewoo Matiz.

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