16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca

“Non ci servono monumenti, ma opere di riqualificazione”

L'ira dei residenti della Città Vecchia che denunciano il sistematico tentativo di svuotare l'isola della sua storia, della sua cultura e delle sue tradizioni


I residenti della Città Vecchia scendono in campo in prima linea contro l’abbandono e il degrado dell’isola e chiedono che «per la reale rigenerazione del quartiere, i soldi pubblici devono essere investiti secondo la volontà popolare». 

Lo hanno sottolineato nel corso di una conferenza stampa convocata per questa mattina, sabato 10 maggio, presso i Giardini Garibaldi.

«Sono passati più di ottant’anni – ricordano – da quando, con un colpo di piccone, il regime fascista inaugurò la politica di distruzione del centro storico di Taranto, mascherandola con le esigenze del “risanamento”. La demolizione del pittaggio Turripenne, insieme al quale caddero a centinaia, case, slarghi, postierle, vicoli e chiese, rappresentò piuttosto l’esigenza di svuotare l’isola del suo contenuto umano e sociale più formato e combattivo, dove più forti erano il radicamento territoriale e la coscienza popolare. Politiche che anche nell’era democratica, purtroppo, non hanno mancato di sferrare i loro colpi mortali all’isola, con la diaspora degli abitanti della città vecchia costretti ad emigrare verso altri quartieri dormitorio in seguito ai crolli (tra tutti quelli di Vico Reale nel 1975 e, non ultimo, quello di vico Fanuzzi) e l’abbandono coatto di pesca, tradizioni, socialità, memoria storica».

«Questa operazione – denunciano i residenti – giunge sino ai giorni nostri con interventi di cosiddetto “restauro urbano”: dai Piani Urban alla cosiddetta “Rigenerazione Urbana” nulla, infatti, rimane dei roboanti proclami di recupero ambientale e socio culturale del centro storico e, nel mentre si continuano a sostenere scellerati progetti di ampliamento ad est (da Sircom al San Cataldo passando per Cimino – Auchan), la Città Vecchia continua a crollare pezzo dopo pezzo, i suoi vicoli ad essere murati, il suo enorme patrimonio storico artistico e culturale ad essere disperso o svenduto».

«A causa dell’abbandono e del degrado delle condizioni urbanistiche e architettoniche dell’isola e a causa dell’interruzione di acqua pubblica per molte ore della giornata – scrivono i residenti in una nota diffusa al termine della conferenza stampa -, gli abitanti della Città Vecchia denunciano le precarie condizioni igieniche nelle quali vivono, peggiorate dalla presenza di animali e insetti, richiedendo attenzione sulla situazione. A nulla servirà il monumento bronzeo celebrativo al carabiniere, voluto da Sindaco e Giunta Comunale per riportare il senso dello Stato e della legalità tra i vicoli, interpretando i sentimenti di non si capisce quale popolazione. Soldi pubblici sprecati, in questo particolare momento storico ed in un quadro talmente emergenziale, per un’opera che appare tanto incomprensibile quanto inutile. La volontà popolare si esprime a sfavore della suddetta opera proponendo di reinvestire quei soldi in opere di riqualificazione, seppur minime, della piazza retrostante la chiesa di San Giuseppe laddove emerge la necessità di avere spazi di aggregazione di socialità ad oggi inesistenti o inutilizzati:  i campi da calcio della San Giuseppe e il teatro della chiesa potrebbero ritornare ad essere vissuti e gestiti dalla popolazione».

«E’ volontà popolare – aggiungono – che i campi di calcetto siano aperti per più ore durante la giornata e che l’accesso sia gratuito per i bambini che non hanno altri spazi per giocare. È volontà popolare riqualificare il teatro della chiesa utilizzandolo quotidianamente come luogo di socialità per tutte le età e nel quale poter realizzare attività ludiche e ricreative».

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