29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 13:43:57

Cronaca

Allarme povertà a Taranto: ben 120 pasti al giorno alla Caritas

I dati del dramma diffusi nel corso della "giornata pro Caritas"


La crisi a Taranto ha spinto tante famiglie oltre la soglie di povertà e le richieste di aiuto stanno aumentando: nelle due mense della Caritas vengono preparati fino a 120 pasti al giorno, mentre prima erano al massimo la metà.

Lo ha detto don Nino Borsci, direttore della Caritas Diocesana di Taranto nel corso della cerimonia nel corso della quale gli è stato assegnato il premio 'Anello di San Cataldo 2014' promosso da Cisl e Adiconsum Taranto. La Caritas assiste più di 300 famiglie.

Ecco, di seguito, il resoconto della giornata "pro Caritas" di Taranto nelle parole di Toni Cappuccio, responsabile dell'Ufficio Comunicazione Caritas Diocesana Taranto:

«Il 9 maggio 2014 sarà ricordato come la giornata dedicata al riconoscimento del ruolo importante che la Caritas ed il volontariato, che ne è l'ossatura fondamentale, svolge in favore dei più bisognosi della comunità jonica.

Si è cominciato la mattina con il conferimento del premio “Anello di S. Cataldo, da parte del sindacato Cisl e dell'Adiconsum di Taranto-Brindisi, al suo direttore, don Nino Borsci, in nome e per conto dei volontari e gli operatori della Caritas Diocesana, quale testimonianza del loro impegno.

La cerimonia si è svolta nella sala convegni del sindacato in via Regina Elena a Taranto.

Queste le significative motivazioni del Premio “Anello di S. Cataldo: “Quest'anno, per scelta unanime del direttivo Adiconsum Taranto-Brindisi, d'intesa con la Cisl – su almeno tre candidature forti – dedichiamo l'Anello di S. Cataldo alla Caritas Diocesana di Taranto, nelle mani del suo direttore, don Nino Borsci. Portarsi alle mense Caritas e ritirare pacchi alimentari sono pratiche in aumento, in generale in Italia ed in particolare nei nostri territori. A Taranto, negli ultimi due anni, i nuovi poveri sono cresciuti del 45%. Essi sono, tra gli altri, pensionati, disoccupati recenti, famiglie con figli piccoli che fanno ricorso agli aiuti alimentari per gli indigenti”. 

Qualche dato nazionale ci fa comprendere meglio qual è la situazione, davvero preoccupante. Nel corso del 2012 si era registrato un aumento del 9% delle famiglie, con un totale di ben 3,7 milioni di persone assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense.
Il dato del 2013 è in aumento e ciò conferma che molte famiglie sono cadute e continuano a cadere in povertà, con tanti bambini ed anziani che hanno difficoltà economiche e non riescono a garantirsi il pasto.

Al Sud i nuovi poveri, nel 2013, sono aumentati del 45% e la Puglia con 265.309 persone è tra le Regioni dove, in assoluto, c'è maggiore il numero di assistiti.

Le categorie più a rischio sono ovviamente quelle socialmente più deboli, bambini da 0 a 5 anni e gli ultra 65enni. Gli aiuti riguardano per lo più i pacchi con cibo ed indumenti.

Alle mense per i poveri si rivolge circa il 5,48% dei 1.347.706 di indigenti assistiti al Sud. A fronte di questi dati drammatici non va sottaciuto che oltre un milione di tonnellate di cibo viene sprecato all'interno della filiera agroalimentare. Uno spreco enorme.
Don Nino Borsci, nel ringraziare per il Premio, ha inteso però precisare che: “compito della Caritas Diocesana non è solo quello di distribuire i pacchi cibo ma va ben oltre. Il suo compito è innanzitutto volto alla formazione ed all'educazione per una migliore e consapevole società che debba fare perno su un più profondo senso religioso e civile. Come si può immaginare è un compito difficile, specialmente nell'attuale momento storico per il quale i suoi volontari ed operatori s'impegnano gratuitamente e strenuamente, tutti i giorni dell'anno. Un impegno che viene svolto in silenzio, senza clamore e perciò ancora più meritevole ed utile. Nell'oceano delle pretestuose polemiche politiche, è un mare di serenità e coscienza". 

"Tra i diversi servizi-segno – ha aggiunto -, cito qui solamente alcuni: quello svolto dai volontari della commissione antiusura per venire incontro a coloro che cadono in quella rete perversa; quello dei tanti volontari delle due mense per i poveri, del Carmine e di San Pio X  dove è aumentato vertiginosamente l'affluenza sino a oltre 120 pasti al giorno, mentre prima erano solo 40/60; il progetto “la famiglia al centro della carità” finanziato con l'8xmille con cui assistiamo più di 300 famiglie bisognose;  i due centri di accoglienza ed assistenza di immigrati della SS. Croce e di Massafra. L'elenco è ancora lungo ma mi preme sollecitare tutti a conferire l'8xmille della dichiarazione dei redditi alla Chiesa e, quindi, alla Caritas affinchè essa possa soddisfare ancora di più le richieste di aiuto dei poveri e dei bisognosi che aumentano giorno per giorno, senza sosta, mentre le risorse sono sempre più insufficienti per farvi fronte”.

Nel pomeriggio, nella sala convegni della Cittadella delle imprese, è stata la volta della storia di un immigrato della Costa d'Avorio, Kassoum Konè, ospite del Centro Rifugiati politici di Massafra. Konè ha potuto ricongiungersi con l'unico figlio rimastogli dopo che, la guerra fratricida tra opposte faziosi, lo aveva privato tragicamente della moglie e della figlia primogenita. Grazie alla raccolta fondi procurata da i Lions club di Taranto San Cataldo e degli altri della provincia, Kassoum ha potuto esaudire il sogno di recarsi, non senza pericolo, in Costa d'Avorio per riprendersi suo figlio, portarlo in Italia a Taranto dove conta di rifarsi una vita in totale serenità nell'ambito dell'organizzazione della Caritas Diocesana.

Noi abbiamo ascoltato, con attenzione e partecipazione, la sua triste storia umana nel corso di una lunga intervista registrata prima di Natale, ancor prima che si realizzasse il sogno che vi abbiamo descritto. Per opportuni motivi di riservatezza l'abbiamo voluta tenere in serbo senza divulgarla prima ma contiamo ora di farne oggetto di riflessione e di formazione.

Dicevamo che la bella giornata per la Caritas e dintorni è stata lunga e ricca di riconoscimenti. A sera, nel Salone dei Vescovi dell'Episcopio tarantino è stata celebrata la cerimonia di consegna dei “Cataldus d'argento” alla presenza dell'Arcivescovo Mons. Filippo Santoro, di autorità civili e militari e di tanti volontari ed operatori della carità.

Il primo, in lizza, è stato conferito alla mensa per i poveri di San Pio X, dove si preparano  un centinaio di pasti ogni sera agli indigenti, sempre più numerosi, poveri, cassintegrati, separati, divorziati, disoccupati ecc. La lodevole iniziativa e stata fortemente voluta dal precedente parroco, don Antonio Rubino e dall'attuale don Giacinto Magaldi, nel silenzio operoso della Carità a tutto tondo. Ci sembra doveroso citare la motivazione del Premio: “per l'opera meritoria di carità e solidarietà, con cui circa 70 volontari, provenienti anche da altre parrocchie, assiduamente guidati da 12 anni dal sig. Arcangelo Di Mitri, offrono ai bisognosi della città un ristoro giornaliero con il conforto di cristiana condivisione. Questo “fiore all'occhiello”, come definì la mensa Mons Benigno Papa, vive grazie ai contributi del grande magazzini Ipercoop, di altri negozianti ed amici ma soprattutto grazie alla Provvidenza che non abbandona mai i poveri di Dio”. 

Nel nome e nella devozione di San Cataldo, non poteva esserci migliore riconoscimento».

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