24 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2020 alle 07:06:06

Cronaca

Sbarcano i siriani, ma la protesta diventa una gara di solidarietà

Il grande cuore dei tarantini: all'arrivo dei profughi chi protestava si è autotassato per comprare beni di prima necessità da donare


Prima la protesta, poi la solidarietà. E sì, perché il grande cuore dei tarantini si dimostra proprio quando ce n'è davvero bisogno. E quanto accaduto questa mattina all'esterno dell'ex scuola media 'Martellotta' di Taranto resterà per sempre come una delle testimonianze della grandezza dell'animo della gente di Taranto.

Poche ore prima circa 380 profughi, soprattutto siriani, sono giunti nel porto di Taranto a bordo della nave della Marina Militare Aliseo che li ha strappati alla morte nello stretto di Sicilia. Ieri la decisione della Prefettura e del Comune di trasferirli in alcune strutture pubbliche di Taranto: un vecchio asilo nido, "Baby club" in corso Italia, la palestra "Ricciardi" nel quartiere Salinella e l'ex scuola media "Martellotta" a Taranto Due.

La notizia, in poche ore, ha fatto il giro della città ed i residenti delle aree vicine ai luoghi scelti per offrire rifugio ai profughi hanno subito manifestato i propri timori. E così, mentre al porto arrivavano i siriani, un gruppo di genitori ha occupato l'ex scuola media. Il gruppo dei genitori ha infatti ritenuto inopportuno che fosse stata scelta per l'accoglienza una vecchia struttura scolastica attigua ad una funzionante. "Abbiamo paura per i nostri figli", hanno detto agli agenti della Polizia municipale e al personale della Digos giunti sul posto. "Non abbiamo nulla contro queste persone – hanno aggiunto – ma non sappiamo in quali condizioni sanitarie stanno arrivando, se e quali malattie eventualmente hanno. Eppoi troppo vicina e' l'ex Martellotta con le aule che frequentano i nostri bambini. Chi ci garantisce che i migranti non vadano da una parte all'altra?".

Poi, però, dopo qualche minuto è avvenuto ciò che non ti aspetti. O meglio, ciò che solo nel Mezzogiorno d'Italia può avvenire: i profughi sono arrivati davvero. Con i loro volti impauriti. Con i loro sguardi che chiedono aiuto senza bisogno di usare le parole. Con la sofferenza scolpita sui loro volti. Ed ecco che gli stessi genitori che pochi secondi prima urlavano la loro rabbia, si sono trasformati in volontari del soccorso. In silenzio, senza quasi necessità di dire nulla, hanno cominciato a raccogliere cibo, indumenti e giocattoli.

Si sono anche autotassati per fare la spesa alimentare e acquistare quanto necessario. In prima fila le mamme dei bambini dell'attiguo asilo. Sono state loro a raccogliere aiuti e soccorsi da offrire ai migranti e soprattutto ai bambini.

Taranto non è solo disperazione e precarietà. Taranto è anche questa. Nessuno lo deve dimenticare.

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