16 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 16:59:00

Cronaca

Barriera contro l’inquinamento


TARANTO – Arrivano le barriere frangivento all’interno dello stabilimento Ilva. Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del progetto messo in campo dal siderurgico tarantino. Il Comune ha dato il tanto atteso via libera alla realizzazione delle barriere (in foto una ricostruzione di come sarà il progetto al termine dei lavori) che “saranno costruite così come concordato negli atti d’intesa – hanno spiegato i responsabili dello stabilimento – e secondo gli impegni che l’Ilva ha assunto in sede di discussione dell’Aia”.

La struttura sarà utile al contenimento delle polveri pesanti che, soggette a particolari condizioni metereologiche, possono provenire dai parchi minerali. La struttura, della lunghezza di quasi 2 km, sarà realizzata al confine tra i parchi minerali e la recinzione esterna dello stabilimento, seguendo la direttrice nord lungo la strada provinciale Taranto-Statte e lato sud lungo la Taranto-Grottaglie. “La barriera – si legge nella relazione dell’Ilva – riduce le emissioni di polvere in quanto riduce la velocità del vento e intrappola la maggior parte delle polveri che arrivano sulla rete. La collina artificiale ha soprattutto l’effetto di calma di vento nella zona a valle, dove c’è il centro abitato; la vegetazione, inoltre, intrappola le polveri”. Il progetto dell’Ilva sarà realizzato in 15 mesi. L’altezza della barriera frangivento sarà di 21 metri per una superficie totale di 31.526 metri. La struttura portate sarà composta da 132 pali (tubi) in acciaio (diametro 813 mm, spessore 28 mm) inseriti in pali di fondazione profondi 10 metri. Interasse dei tubi 12 metri. Un capitolo a parte merita invece il “campionamento in continuo”. “Sul campionamento continuo ancora oggi pesano due incertezze: una di tipo normativo e una di tipo tecnologico – dicono dall’Ilva. Per la fase di campionamento di lungo termine esistono tre sistemi di misurazione, i cui risultati sono differenti tra loro e non confrontabili con le misurazioni e i limiti previsti dal campionamento in discontinuo. Questa incertezza a livello tecnologico determina la mancanza di una normativa di riferimento. Esiste, ad oggi, una bozza di norma e un’attività di sperimentazione su tutti e tre i diversi sistemi di misurazione. Per questa ragione nessun impianto di agglomerazione in Europa dispone di un sistema di campionamento di lungo termine. Esistono, invece, esperienze in altri impianti industriali: inceneritori, acciaierie elettriche”. Ad ogni modo dal colosso dell’acciaio fanno sapere che “già nel mese di aprile 2011 l’Ilva di Taranto aveva presentato un cronoprogramma della attività, successivamente l’Aia dell’agosto 2011 ha prescritto l’installazione di uno dei tre sistemi sulla base delle conclusioni e delle decisioni del Tavolo Tecnico. Ilva ha già completato la parte di sua competenza (studio fluidodinamico e della distribuzione granulometrica delle polveri, valutazione delle caratteristiche dei tre diversi sistemi di campionamento, valutazione di altre esperienze, incontri con i fornitori di questi sistemi di campionamento)”. “A questo punto siamo in attesa della convocazione del Tavolo tecnico e dell’approvazione del relativo protocollo per la scelta ufficiale del sistema di campionamento da installare. Tavolo tecnico che il ministero non ha più convocato dal maggio 2011. Per questo motivo – concludono – sia la Regione che l’Ilva, nei giorni scorsi, hanno scritto al ministero dell’Ambiente sollecitando la convocazione di una riunione del Tavolo tecnico per procedere all’approvazione dello studio di fattibilità e alla scelta del sistema da installare”.

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