Cronaca

Sgominato il clan Stranieri


TARANTO – Racket, attentati dinamitardi, tentati omicidi, traffico di droga. L’organizzazione criminale guidata dal boss Vincenzo Stranieri e da sua moglie Paola Malorgio, dettava legge in tutto il versante orientale della provincia jonica. E’ finita ko grazie ad una imponente operazione condotta dalla Squadra Mobile di Taranto e dal Commissariato di Manduria. Quasi cento poliziotti per il blitz scattato all’alba di oggi e che ha sgominato il clan guidato da Vincenzo Stranieri, boss di scuola Sacra Corona Unita, detto “stellina” in quanto ha una piccola stella tatuata sulla fronte.

Nella operazione Giano (il dio che ha il controllo su tutto) in quindici sono finiti dietro le sbarre, altri tre ai “domiciliari”. Gli investigatori della questura tarantina, coordinati dalla Procura antimafia di Lecce hanno tracciato l’organigramma del gruppo criminoso che aveva un particolare capacità di infiltrazione nel tessuto degli apparati amministrativi, di condizionare l’attività di gestione della cosa pubblica e di controllare l’economia locale. Per gli investigatori oltre al boss Vincenzo Stranieri i capi erano sua moglie Paola Malorgio e il “braccio destro” Pietro Tondo. Quest’ultimo avrebbe ricoperto anche il ruolo di finanziatore del gruppo. Il capillare controllo del territorio avveniva attraverso altri due elementi di spicco della organizzazione: Nazareno e Giovanni Malorgio. Tutti gli altri componenti erano addetti al racket, al traffico di stupefacenti, alla custodia delle armi. Grazie alle intercettazioni ambientali gli investigatori della polizia hanno scoperto gli autori dell’attentato dinamitardo ai danni di un agente del Commissariato di Manduria, di un agguato a pistolettate (furono esplosi 50 colpi) contro due persone che viaggiavano a bordo di un fuoristrada ed estorsioni ai danni di imprenditori locali, costretti a versare anche oltre mille euro al mese. La forza intimidatrice del gruppo veniva esercitata con l’esplosivo ma anche con armi micidiali: mitragliette Scorpion e fucili caricati a pallettoni. Le casse della organizzazione oltre che con i soldi delle estorsioni venivano rimpinguate con il denaro del traffico di droga. Veniva spacciava ogni tipo di sostanza stupefacente, dalla cocaina all’hashish. In più occasioni i pusher che collaboravano con l’organizzazione avrebbero acquistato chili droga in Calabria e li avrebbero trasportati nel tarantino. Il clan, poi, negli anni 2008, 2009 e 2010 avrebbe ottenuto il servizio parcheggi di veicoli per la Fiera Pessima. Secondo gli investigatori il titolare della cooperativa a cui era stata affidata la gestione, in realtà faceva parte del gruppo criminoso. Il blitz è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il procuratore antimafia di Lecce, Cataldo Motta, il questore Enzo Mangini e il capo della Squadra Mobile tarantina, Roberto Giuseppe Petitto.

Giovanni Nicolardi

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