Cronaca

Cozze, Il peggio è passato. Ora serve il marchio di qualità

Ok al prodotto di mar Grande. I mitilicoltori: “E’ il riscatto della città”


“Il peggio è passato” e la mitilicoltura tarantina torna finalmente a guardare al futuro con ottimismo. Dopo la classificazione delle acque del mar Grande, dove sono stati trasferiti gli impianti di alcune delle più importanti cooperative mitilicole tarantine, gli organi sanitari competenti hanno affermato con certezza che le cozze allevate in quelle aree possono essere raccolte e consumate, previo il consueto trattamento depurativo obbligatorio, detto anche stabulazione.

“Il primo frutto prodotto in mar Grande è già maturo e di eccellente qualità – annuncia Luciano Carriero, presidente della cooperativa Ittica Cielo Azzurro –  pronto per essere venduto nelle pescherie e subito dopo servito sulle tavole dei tarantini o esportato. Bisognerà attendere solo qualche giorno per la definizione degli ultimi passaggi burocratici”.

Ed è ora di guardare avanti. “Adesso bisogna impegnarsi per il rilascio del marchio di qualità “prodotti di Puglia” così come sta facendo l’assessore regionale Fabrizio Nardoni. Tutto ciò è indispensabile per rilanciare un prodotto che merita di tornare in vetta alle classifiche internazionali per la sua qualità, il suo sapore unico e inconfondibile e per le sue eccezionali qualità organolettiche e nutrizionali”.

La cozza tarantina, famosa fin dall’antichità per queste sue caratteristiche, si prepara a conquistare nuovamente i palati ed il cuore dei consumatori. “I mitilicoltori jonici, dopo aver vissuto anni difficilissimi a causa dell’inquinamento del primo seno del mar Piccolo da diossina e pcb, si sono finalmente rialzati, avendo continuato in questi anni a lavorare per il rilancio delle loro aziende e del loro prodotto”. Gli operatori del comparto ritengono che, “dopo una lunga campagna pubblicitaria negativa ai danni dei nostri mitili e di Taranto, debba partire adesso una fase di capillare promozione del territorio e dei suoi prodotti”. Solo così gli sforzi ed i sacrifici affrontati saranno giustamente ripagati dalle scelte dei consumatori.

“Il riscatto della nostra cozza sarà automaticamente il riscatto di un’intera popolazione – riassume Carriero – che da sempre è stata orgogliosa di questo prezioso frutto del mare e del lavoro dell’uomo. La ripresa della produzione e della commercializzazione aiuterà non solo il comparto, ma l’intera realtà economica territoriale. La nascita di nuove imprese creerà opportunità occupazionali e sostegno alle famiglie. Far risollevare la mitilicoltura significa, dunque, far ripartire anche Taranto”.

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