13 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Cronaca

Eni, impatto sottovalutato


TARANTO – Ambiente e industrie. Ci sono Eni, Cementir e Ilva nel mirino di Legamjonici. L’associazione ha fatto fronte comune con Greenaction Transnational di Trieste. Stamattina in conferenza stampa la responsabile del comitato provinciale, Daniela Spera, ha parlato delle azioni intraprese riguardo i progetti dai quali gli ambientalisti temono possa derivare un impatto ambientale finora sottovalutato proprio da enti ed istituzioni. Andando per ordine, Legamjonici si rivolge al parlamento europeo per quanto riguarda la VIA al progetto Enipower: “all’europarlamento abbiamo presentato una petizione denunciando quella che reputiamo una grave violazione in fatto di studio per la valutazione di impatto ambientale.”.

Il riferimento, ha specificato Spera, è alla Via del ministero per l’impianto di idrocracking della centrale e alle valutazioni di Provincia e Comune. “Il progetto nel suo complesso riguarda due metanodotti, una centrale (Enipower) e un impianto di idrocracking, quindi in base a normative nazionali e comunitarie, e come stabilito da sentenze in materia, lo studio deve essere unico, non si possono analizzare separatamente gli impianti che sono tra loro strettamente correlati, altrimenti anche l’impatto ambientale risulterà ridotto. Riguardo ai metanodotti, Provincia e Comune hanno evidenziato come presi singolarmente non si rileva un impatto ambientale rilevante. Per gli enti locali addirittura non si tratta di impianti da sottoporre a Via”. E’ invece tutto l’opposto per Legamjonici che già sul progetto Tempa Rossa si è rivolta al parlamento europeo con una petizione nella quale si mette in risalto il pericolo di sversamenti in mar Grande e il rischio che, con il progetto che prevede lo stoccaggio e la movimentazione del greggio, la situazione possa peggiorare. In questo caso si attende la discussione in sede europea. Capitolo Cementir: “Abbiamo fatto uno studio rilevando delle anomalie che riguardano la presentazione della domanda per l’ottenimento da parte della Cementir del finanziamento europeo per l’ampliamento, pari a circa venti milioni”. Infine l’Ilva, con la stretta attualità e quindi con l’attesa per l’udienza di giorno 17 nell’ambito della maxi inchiesta sull’inquinamento e i progetti annunciati ieri dal gruppo Riva. “Il barrieramento non è sufficiente” ha commentato la responsabile di Legamjonici “ci vuole la copertura dei parchi minerali. Il campionamento in continuo? La perizia tecnica (la stessa dell’udienza, ndr) mette in evidenza come su alcuni camini non esista il monitoraggio e quindi la difficoltà nel fare le rilevazioni”. In un mare di allarmi in fatto di ambiente, una nota positiva: “ A Taranto la voce degli ambientalisti viene per lo meno presa in considerazione dalla Procura, a Trieste no”.

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