11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 15:46:20

Cronaca

Tutti contro il Sindaco. SeL lascia. I verdi: “Dimettiti”

Il circolo vendoliano “Pertini”: “Niente sostegno. Fine della corsa”


“Fine della corsa. Sottraiamo il sostegno politico a questa amministrazione comunale”.

Non c’è pace per Stefàno. Dopo il coinvolgimento nell’inchiesta Ambiente Svenduto, i problemi di salute e le beghe che hanno causato l’allontanamento del suo segretario Lino Ursi, il sindaco dovrà fare i conti con l’opposizione che continua a far proseliti soprattutto a sinistra.

E’ il caso di Sinistra Ecologia e Libertà. Il partito vendoliano, infatti, in assenza di un gruppo in Consiglio comunale, su iniziativa dei circoli, critica l’operato del primo cittadino. Nelle scorse settimane, il coordinatore del circolo Sel “Jerry Masslo”, Mino Cavallo, non ha risparmiato critiche nei confronti degli “alleati”. Bordate sono giunte all’indirizzo di Pd, Udc e Realtà Italia. Oggi, invece, è la volta del coordinatore del circolo “Sandro Pertini” Luca Contrario che, “in attesa che il partito tutto ponga in essere le decisioni ed indirizzi già ribaditi e discussi più volte all’interno degli organi assembleari” sottrae “il sostegno politico a questa amministrazione comunale”.

Ecco le ragioni del cambio di rotta. “L’attuale Amministrazione non riesce ad affrontare in modo credibile un solo tema. E’ passato oltre un mese da quando una delegazione del nostro partito ha incontrato il sindaco Stefàno – dicono dal circolo Sel “Pertini” – chiedendo, in modo chiaro e collaborativo, una Giunta di alto profilo e punti programmatici chiari. Non abbiamo chiesto assessorati. Abbiamo chiesto solo buoni amministratori per la nostra città. Il tempo, però, trascorre inesorabile senza che nulla cambi nel verso sperato. A parte i dialoghi sulla carta stampata non c’è stato alcun segnale concreto di cambiamento”. Quindi l’addio a Stefàno. “Se il sindaco non è in grado di dare alla città un’Amministrazione all’altezza delle limpide passioni che meriterebbe, allora si ponga fine all’agonia”.

Una richiesta che fa il paio con quella arrivata dai Verdi. “Chiediamo al sindaco Ippazio Stefàno di dimettersi, semplicemente e subito. Stefàno è un sindaco che è scomparso dalla scena politica e sociale di questa città da quando è stato eletto due anni fa”. In una lettera, la coportavoce dei Verdi Taranto, Ada Le Noci, spiega le ragioni della richiesta indirizzata al primo cittadino.

“Come era facile prevedere, il gup Wilma Gilli ha detto ‘no’ alla richiesta della procura di nominare un procuratore speciale per il Comune di Taranto e la Regione Puglia al fine di consentirne la costituzione di parte civile nel processo “Ambiente svenduto” per il disastro dell’Ilva che comincerà il 19 giugno a Taranto. Il sindaco è scomparso da una città distrutta da malattie, inquinamento, disoccupazione, che però è anche una città in rivolta contro il malaffare, che vuole ripartire, che vuole costruire, che vuole crescere e dare di nuovo valore a ciò che di buono e di bello ha ancora, nonostante la violenza industriale subìta. Il Comune secondo la Costituzione è infatti l’ente pubblico preposto a difendere le istanze del territorio e la sua costituzione di parte civile avrebbe un grande valore simbolico, oltre che economico.  La posizione di Ippazio Stefano però, nella sua duplice veste di Sindaco e indagato, mette a rischio questo atto giudiziario, lasciando ancora una volta la città allo sbando, all’incuria, all’ingiustizia e al disamore. E’ dunque il momento che il Sindaco lasci la guida della città”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche