Cronaca

Confessione bluff. Cancellati due ergastoli


TARANTO – “Va dato atto alla Corte di Assise d’appello di aver valutato con grande attenzione le contraddizioni di una confessione che invece in primo grado era stata acquisita forzando la logica”. A parlare è l’avvocato Gaetano Vitale il difensore di Massimo Tedesco, per il quale ieri in secondo grado è caduta la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Osvaldo Mappa, avvenuto al quartiere Paolo VI nell’aprile del 2008. Proprio Tedesco dopo l’arresto aveva ammesso le sue responsabilità chiamando in correità Vincenzo Di Bello.

Entrambi erano stati condannati all’ergastolo. Verdetto ribaltato ieri con l’assoluzione per Tedesco e Di Bello, difeso dall’avvocato Franz Pesare. Allora avvocato, l’assoluzione di un reo confesso sembra clamorosa… “In primo luogo Tedesco aveva ritrattato quelle ammissioni. E poi in dibattimento abbiamo fatto emergere come quel racconto fosse in palese contrasto con quanto accertato sul delitto dagli stessi investigatori”. Per esempio… “Il mio assistito aveva ricostruito le fasi dell’omicidio fornendo dettagli del tutto sbagliati. Aveva detto, per esempio, che prima di uccidere Mappa avevano citofano alla sua abitazione. La casa della vittima, però, era sprovvista di citofono. E’ questa è solo una delle circostanze di quella confessione incompatibili con le modalità di quel tragico agguato”. E perchè confessò l’omicidio? “Abbiamo dimostrato che Tedesco era positivo agli oppiacei il giorno del suo arresto e che nei mesi precedenti gli erano stati riscontrati altri disturbi”. E perchè in primo grado quelle contraddizioni non sono state prese in considerazione? “Stiamo parlando di una confessione falsa non estorta, in primo luogo. E comunque i giudici di primo grado l’avevano acquisita forzando la logica. Quelle contraddizioni sono emerse in secondo grado e di qui l’assoluzione”.

Mario Diliberto

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