Cronaca

L’ombra del racket: bomba al ristorante MòMò

Terzo attentato compiuto nel rione Italia nel giro di dieci giorni


Bomba nella notte contro il ristorante “MòMò”.  E sono tre attentati dinamitardi in dieci giorni. Ormai è allarme in città.

Nel mirino prima una sala giochi, poi un negozio di bibite e, la scorsa notte, un ristorante. Prima delle due della scorsa un ordigno rudimentale è stato piazzato e fatto esplodere davanti alla vetrata del ristorante che è situato in viale Trentino. Il locale preso di mira ha aperto i battenti a febbraio scorso. La deflagrazione oltre alla vetrata del locale ha danneggiato il portone di uno stabile. Dopo il terzo attentato compiuto in città  si teme una recrudescenza di atti intimidatori pianificati da bande dedite al racket.

Una settimana fa un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere davanti ad un negozio di bibite che è situato all’angolo tra corso Piemonte e via Friuli, nel rione Italia.

La deflagrazione ha danneggiato la saracinesca, la vetrata d’ingresso dell’esercizio commerciale e una macchina che era parcheggiata nelle vicinanze. Così come è accaduto la scorsa notte in viale Trentino,  sul posto sono intervenuti i poliziotti della Sezione Volanti e della Squadra Mobile, diretti rispettivamente dalla dottoressa Carla Durante e dal dott. Roberto Giuseppe Pititto.

Un analogo episodio si era verificato qualche giorno prima quando una bomba era stata fatta deflagrare davanti a una sala giochi situata tra via Maturi e di via D’Alò Alfieri. La deflagrazione è avvenuta davanti ad un circolo ricreativo che è gestito da una donna. In via Maturi invece  sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Taranto. Anche i  militari dell’Arma stanno indagando a 360°. 

L’esplosione ha danneggiato insegna e saracinesca del circolo.

Dopo i tre attentati compiuti nel giro di dieci giorni in città gli investigatori della polizia e dei carabinieri stanno lavorando per accertare se dietro gli avvertimenti ci sia la stessa mano. Un periodo davvero nero per i commercianti tarantini che oltre ad affrontare la pesante crisi economica devono avere a che fare con la mala che chiede soldi in cambio di protezione e che intimorisce a suon di bombe.
A gennaio un ordigno era stato fatto esplodere davanti ad un noto ristorante e, nei mesi precedenti, erano stati presi di mira una sala giochi situata in via Principe Amedeo e una rosticceria di via Mazzini. Le deflagrazioni avevano pesantemente danneggiato i due locali e alcune macchine parcheggiate nelle vicinanze.

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