Cronaca

Truffa dell’incidente. Reagisce e giù botte


TARANTO – “Hai urtato la mia moto con l’auto ora devi risarcire il danno”. L’automobilista scopre che è un tentativo di raggiro da parte di un motociclista protesta e viene picchiato a sangue. La vittima è finita in ospedale con il naso rotto mentre l’aggressore è stato arrestato dalla polizia con le accuse di tentata estorsione e di lesioni personali gravi. Si tratta del trentaquattrenne Antonio Vapore, già noto alle forze dell’ordine. L’episodio è avvenuto ieri, intorno a mezzogiorno, in via Lago di Garda, nei pressi del mercato rionale che si tiene alla Salinella.

L’automobilista, un ventottenne, dopo essere entrato in macchina con moglie e figlia, è uscito con la vettura in retromarcia dal parcheggio e quando si è accorto che sopraggiungeva uno scooter a velocità sostenuta ha fatto in tempo a frenare per evitare l’impatto. Il centauro ha messo il cavalletto alla moto e si è avvicinato all’automobilista che nel frattempo era sceso dalla vettura per sincerarsi delle condizioni dello stesso conducente dello scooter. “Hai urtato la moto e quindi devi darmi dei soldi”. Appena l’automobilista si è reso conto che in realtà non c’era alcuni danno, ha protestato vivamente e si è rifiutato di dargli il denaro. Un battibecco e poi Vapore ha sferrato una testata contro il viso dell’automobilista, fratturandogli il setto nasale. Dopo il parapiglia, che è avvenuto sotto gli occhi dei familiari della vittima e di alcuni passanti ,il centauro si è allontanato alla svelta, mentre l’automobilista che aveva il viso sanguinante, è stato soccorso e accompagnato in ospedale. Sul posto sono intervenuti subito i poliziotti della Squadra Volante i quali hanno ascoltato le testimoni e grazie ad un identikit, alla tuta da lavoro di colore arancione e al numero di targa dello scooter, sono riusciti a risalire al presunto aggressore. La vittima ha raccontato ai poliziotti che il centauro dopo aver parcheggiato la moto gli si è avvicinato e millantando una collisione tra i due mezzi, che aveva provocato, a suo dire, danni alla marmitta dello scooter, ha preteso in modo minaccioso un risarcimento economico. Dopo le prime rimostranze del conducente della macchina, Vapore ha continuato sempre più nel suo atteggiamento minaccioso e poi lo ha colpito con una violenta testata al volto. Come detto il 34enne è stato rintracciato dopo pochi minuti mentre rincasava. E’ stato condotto prima negli uffici della Questura di via Palatucci e poi, trasferito nella sua abitazione, agli arresti domiciliari, a disposizione del magistrato inquirente. Difeso dall’avvocato Antonio Mancaniello domattina potrebbe essere interrogato dal giudice delle indagini preliminari. L’uomo poco più di un anno fa è stato indagato nell’ambito dell’operazione “Delfino” attraverso la quale la Polizia Stradale ha scoperto una organizzazione dedita alla truffe ai danni delle compagnie assicurative. Nei confronti del trentaquattrenne tarantino era scattato l’obbligo di dimora. Le persone finite nel mirino degli investigatori della polizia erano ritenute responsabili della simulazione di incidenti stradali con l’intento di raggirare le società assicurative. Furono accertati pagamenti di indennizzi ad 85 falsi incidenti, per oltre un milione di euro. Gravi, purtroppo, i danni arrecati ai tarantini, costretti a subire il notevole rincaro delle tariffe assicurative in conseguenza dello smisurato aumentato del numero di incidenti stradali e dei conseguenti rimborsi corrisposti. Questa prassi illegale rende la provincia jonica tra le prime in Italia, con il maggior costo medio delle polizze assicurative per la rc auto.

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