Cronaca

Undici famiglie senz’acqua da novembre


TARANTO – Quindicimila litri di acqua al giorno – che, tramutato in bollette, dà 16.000 euro – sembrano troppi ai residenti delle palazzine di via Togliatti. E così le undici famiglie di Paolo VI che abitano negli stabili contrassegnati dalle lettere H, N e I restano senz’acqua. L’ennesimo caso di morosità che finisce con l’acquedotto pugliese che stacca i rubinetti. Ma questa volta la “siccità” dura da mesi, da novembre.

E i residenti – che nel frattempo si sono dovuti attrezzare con le autobotti – ora chiedono all’Aqp di ripristinare il servizio per poter verificare se ci sono – come sospettano – delle perdite alla base delle super bollette non pagate. Gli inquilini protestano e contestano le cifre che compaiono sulle bollette: “Facciamo presente che alcuni degli undici nuclei familiari addirittura nel periodo estivo si trasferiscono da parenti, in zone marittime”. “Per la questione abbiamo chiesto aiuto al Comune, al sindaco Stefàno e all’assessore Pennuzzi i quali si sono attivati”. La richiesta del gruppo di condomini è stata quella di attivare un tavolo in prefettura alla presenza di Aqp. “Il Comune da parte sua si è attivato mandandoci ingegneri e tecnici del Patrimonio per i sopralluoghi e le verifiche di eventuali perdite. Gli stessi che ci hanno detto che per poter risalire ad eventuali perdite bisogna ripristinare l’allaccio dell’acqua e di conseguenza mandare in pressione tutto l’impianto idrico”. Gli inquilini ricordano che sindaco ed assessore hanno chiesto all’Acquedotto di ripristinare il servizio per eseguire le perizie del caso “ma a tutt’oggi” commentano “non si è visto ancora nessuno”. Intanto, si continuano a sopportare disagi. I più penalizzati sono i bambini e le persone anziane, provate da ormai tre mesi di siccità. Quindi gli inquilini delle palazzine rimaste a secco provano con un ennesimo tentativo: “Chiediamo all’Acquedotto pugliese che ci venga rispristinato l’allacciamento idrico per consentire ai tecnici del Comune di eseguire verifiche ed eventuali riparazioni”. Come dire, a Paolo VI sono convinti che a fare acqua da tutte le parti sia l’impianto.

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