01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

Il porto sarà “zona franca”. Via gli oneri doganali

Tutte le merci potranno essere stoccate, lavorate e smistate senza ulteriori costi. La soddisfazione del presidente Sergio Prete


Taranto ha la sua Zona Franca Doganale. Con un provvedimento della Direzione Interregionale della Puglia, Molise e Basilicata, lunedì è stata istituita presso il Porto di Taranto una Zona Franca Doganale non interclusa.

E’ il compimento di un procedimento avviato sul finire dello scorso anno, promosso dalla Autorità Portuale di Taranto, fortemente sostenuto dal Presidente della stessa Autorità Portuale, Sergio Prete.

L’obiettivo è quello di rendere il Porto tarantino quale primo approdo qualificato per tutte le rotte provenienti dal Far East che transitano attraverso il canale di Suez. L’esistenza della Zona Franca consentirà a tutte le merci in transito di poter essere stoccate, lavorate e smistate senza alcun onere doganale.

La Zona Franca, unica nel suo genere nel panorama nazionale, potrà costituire il cancello di ingresso per tutte le merci che, esportate verso la Ue siano poi destinate a raggiungere ogni singolo Paese membro o che, dopo una fase di stoccaggio e/o trasformazione, siano destinate a mercati extra Eu.

La Zfd, ed è questa la principale peculiarità, sarà esercitata in modalità non interclusa. Non sarà dunque caratterizzata da vincoli fisici. Dominus della gestione del carico e scarico merci sarà esclusivamente l’Autorità Portuale di Taranto che “prenderà in carico” le merci estere nelle aree qualificate, ammettendo al regime ogni azienda – nazionale o estera – che vorrà accreditarsi entro il perimetro di riferimento. Il beneficio sarà potenzialmente rivolto ad ogni settore merceologico con la possibilità, per il Porto (ed il territorio di sostegno) di poter offrire servizi differenziati in ragione delle diverse esigenze richieste dalle eterogenee necessità merceologiche.

Si tratta, in ogni caso, di una formidabile opportunità per tutta la Provincia di Taranto e la Regione Puglia. Il Porto di Taranto si pone così all’avanguardia rispetto all’esercizio delle agevolazioni “territoriali” di rango comunitario, con l’intenzione e la determinazione di porsi come hub alternativo (e competitivo) rispetto ai grandi porti del Nord Europa e del Mediterraneo, rappresentando il naturale “passaggio a Sud” per ogni rotta comunitaria ed extra comunitaria di provenienza estera. In prospettiva, assumendo nel breve periodo ogni più moderna configurazione concessa dalla disciplina doganale di riferimento, la Zfd offrirà alle aziende che vorranno servirsene, varie possibilità di trasformare materie prime e semilavorati, in sospensione di ogni fiscalità doganale, garantendo allo stesso tempo la neutralità Iva ed accise.

“La realizzazione della Zfd – dichiara il Presidente Sergio Prete, è un successo ottenuto anche grazie alla lungimiranza delle Autorità doganali e delle Autorità locali, regionali e nazionali, in primis il Comune di Taranto, che hanno proattivamente cooperato per la finalizzazione del progetto. Nei prossimi giorni saranno definite le modalità operative per dare esecuzione alla determina di istituzione della Zfd.  Oltre all’imponente adeguamento infrastrutturale in corso di realizzazione, il Porto di Taranto ha la necessità di sviluppare tutte quelle iniziative ed attività necessarie al raggiungimento di un livello competitivo adeguato rispetto al panorama internazionale della portualità”.

Sull’argomento si registra l’intervento del vicepresidente di Taranto Logistica (la società che gestisce la piattaforma logistica del porto di Taranto) Jacopo Signorile: “Il risultato raggiunto dall’Autorità portuale è importantissimo. Per le attività previste all’interno della piattaforma logistica lo status di zona franca rappresenta un forte elemento di competitività, soprattutto nei confronti di altri porti non comunitari, per i flussi di merci destinate all’Europa. Molti porti avevano lavorato su tale ipotesi ma pochi con successo”.

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