27 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2020 alle 17:42:13

Cronaca

Parcheggi, 100 multe al giorno


TARANTO – Una media di cento multe al giorno che, per un anno, fanno la bellezza di 36.157. Tante sono quelle che i tarantini hanno trovato sul parabrezza nel corso del 2011. Non c’è scampo per chi “dimentica” di far tintinnare gli spiccioli nel parchimetro o non provvede a grattare il tagliando dopo aver lasciato l’auto nelle aree contrassegnate dalle strisce blu. A guardare le cifre fornite dall’ufficio contravvenzioni della polizia municipale, si direbbe proprio che gli ausiliari dell’Amat non conoscono “sosta”.

Un esercito di 95 uomini e donne in “divisa” pronti a spiccare il “rapportino” se sul parabrezza non compare il tagliando. Il numero di multe che comprende le due casistiche possibili in fatto di parcheggio a pagamento – chi non espone proprio il tagliando e chi invece lascia l’auto anche dopo l’orario per il quale ha corrisposto l’obolo – è lievitato negli ultimi dodici mesi. Non che il 2010, l’anno della crisi, sia stato “povero” in questo senso (il bilancio delle multe per i parcheggi si è chiuso con un considerevole 29.716). Ma il vero exploit è arrivato nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle. Sbadati o menefreghisti? Sicuramente ci sono entrambe le categorie ad alimentare le cifre record delle multe fatte dagli ausiliari della sosta che battono a tappeto la città, dalle 8,30 alle 13,30 e, il pomeriggio, dalle 16,30 fino alle 20,30, domeniche di shopping (prima della liberalizzazione) comprese. Ma c’è anche chi la multa se l’è dovuta “piangere” per un brutto scherzo giocato dal caso: è capitato che, convinti di aver lasciato il tagliando pagato in bella vista sul cruscotto, al ritorno l’auto fosse addobbata dall’odioso foglietto verde perché nel chiudere lo sportello il vento aveva fatto volar via, nascosto sotto i sedili, il biglietto; ma a quel punto è troppo tardi, la frittata è fatta. Altra categoria alla quale immaginiamo che il cadeau di fine giornata non avrà giovato all’umore sono i ritardatari per “cause di forza maggiore”: gli impiegati e i lavoratori in genere trattenuti in ufficio oltre l’o–rario e che dopo aver foraggiato le macchinette mangiasoldi dal mattino fino al pomeriggio, per mezz’ora di ritardo alla fine ci hanno dovuto magari anche rimettere la giornata. Va precisato, le regole sono regole. E vanno rispettate. E per non lasciare alibi ai “portoghesi della sosta”, ormai da qualche tempo a questa parte, non appena lasci l’auto parcheggiata – e non fa nessuna differenza se l’addetto ai controlli ti abbia anche visto uscire e dirigerti verso il parchimetro più vicino – tra i tergicristalli viene subito infilato il preavviso che fa scattare il cronometro: quindici minuti di tempo per cambiare i soldi o cercare un rivenditore di gratta & sosta (sperando che ce ne siano nei paraggi) e tornare al parcheggio. I famosi quindici minuti di tolleranza che valgono anche al contrario, ovvero alla fine della sosta. Se sfori ad attenderti sarà una bella multa.

Anna Fornaro

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