Cronaca

Assedio pacifico al tribunale


TARANTO – Un assedio pacifico di ragazzi, associazioni, studenti, gente comune. Un migliaio di persone. Nel giorno del ‘processo all’Ilva’ hanno deciso di manifestare, con la loro presenza, davanti al Palazzo di Giustizia di via Marche. Più di qualcuno è arrivato anche da fuori provincia, per rispondere all’appello delle associazioni ambientaliste, in vista dell’incidente probatorio con al centro la maxi perizia sull’inquinamento che deriva dall’Ilva.

In camera di consiglio, i quattro periti del pool di esperti incaricato dal gip Patrizia Todisco espongono gli esiti di un lavoro durato più di un anno. Un rapporto di seicento pagine incentrato sulla grande fabbrica dell’acciaio e le emissioni di fumi e polveri che ricadono sulla città. Fuori, invece, ad essere esposte sono magliette e cartelloni con i quali si chiede un futuro pulito per la capitale dell’acciaio. C’è chi porta una mascherina: messaggio che lascia poco spazio alle interpretazioni. Ad indossare la divisa sono i vigili urbani, giunti in corso Italia per disciplinare il traffico andato in tilt, inevitabilmente, per la fiumana di gente che ha ‘invaso’ una delle arterie principali della nostra città già a partire dalla nove del mattino. In maggior parte sono studenti dei licei e delle scuole superiori, quelli che fanno sentire la loro voce e che fanno partire un tam tam che da via Marche arriva sino ai desktop di tutta Italia: la manifestazione è per così dire anche ‘telematica’, visto che, smartphone e tablet al seguito, i ragazzi mandano messaggi e foto in tempo reale sui social network, facebook e twitter. Immagini che approdano sui siti, compreso quello di Taranto Supporters dove le travagliate vicende del pallone passano in secondo piano. “Questa è una partita che conta di più”, scrivono gli utenti sul guestbook. “Una giornata importante per tutta la città” l’hanno definita le associazioni ambientaliste, come il comitato Donne x Taranto: “Sia la Giustizia a fare il suo percorso come fatto fino ad oggi, almeno in questa pagina di storia per la nostra città”. “Taranto è sotto i riflettori nazionali. E lotta in nome di tutte le vittime dell’inquinamento. Si avvera il sogno di poter chiedere giustizia. Verrà finalmente avviato il percorso per accertare la verità su chi ha inquinato. La maxi perizia richiesta dal gip individua, oltre alla diossina, anche un mix di emissioni inquinanti che non ha eguali in Italia per varietà e quantità” si legge in una nota di PeaceLink.

Giovanni Di Meo

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