Cronaca

Indotto dell’Arsenale, “I cinquantenni restano a casa”

Sfila il corteo. Pressing su Confindustria. Chiesto un incontro al prefetto


TARANTO – Dai cancelli dell’Arsenale fino alla sede di Confindustria. Ha sfilato oggi il corteo dei lavoratori dell’indotto Arsenale. Più propriamente “ex lavoratori Appalto Arsenale” perchè dal 2005 non trovano più pace.

E lo hanno gridato nella protesta andata in scena stamattina e conclusa fuori la sede dell’associazione degli industriali di via Dario Lupo. “Giovani a contratto + pensionati = 50enni a casa. Fuori i pensionati dall’Arsenale”; negli slogan vergati sui cartelli è riassunta la denuncia di chi si vede sorpassare e che rivendica invece il diritto di prelazione. Su una platea iniziale di circa trecento unità, una quarantina è rimasta ‘fuori’.

“Stanno assumendo pensionati mentre i lavoratori del bacino Arsenale sono in condizioni disperate per portare almeno un solo stipendio a casa”, ha spiegato Piero Berrettini (Fim Cisl) dando voce a chi oggi non sa come fare a pagare le bollette.

Il corteo organizzato da Fim Fiom e Uilm si è concluso con una partecipata assemblea. Il segretario della Cisl ionica, Daniela Fumarola ha dichiarato: “La manifestazione odierna ha rimesso al centro dell’attenzione di Istituzioni pubbliche, Governo nazionale, Marina Militare, Associazioni datoriali, il futuro violato degli ex lavoratori dell’appalto Arsenale, dopo circa un decennio di vana attesa per una ricollocazione produttiva mai avveratasi e a cinque mesi dalla disdetta da parte di Confindustria Taranto dell’accordo di clausola sociale, sottoscritto insieme con il Ministero della Difesa e le organizzazioni sindacali. La Cisl si è sempre spesa a partire dai cosiddetti bacini dedicati, perché fossero implementate politiche territoriali di contrasto alla crisi economica ed occupazionale che ha messo in ginocchio il sistema produttivo ionico con esiti sociali ed occupazionali sconvolgenti. Perciò giudichiamo la decisione di Confindustria incomprensibile e inconciliabile con i contenuti del protocollo d’intesa dalla stessa sottoscritto lo scorso 28 aprile presso la Direzione Territoriale del Lavoro insieme con Cgil, Cisl, Uil e Autorità Portuale. Detto protocollo, infatti, fa riferimento specifico alla clausola sociale da includere nelle procedure di aggiudicazione delle opere e dei servizi,  per la rioccupazione prioritaria dei lavoratori che abbiano esaurito o stiano per esaurire i benefici degli ammortizzatori sociali, inizialmente nell’appalto portuale e, a seguire, nei settori edile, metalmeccanico e dei servizi”.

La Cisl invita Confindustria “alla coerenza perché assuma lo stesso modello condiviso per l’appalto portuale anche per le aziende dell’appalto metalmeccanico dell’Arsenale militare in tal modo ricreando le condizioni favorevoli per la rioccupazione degli ex lavoratori, moltissimi dei quali particolarmente professionalizzati”.

Nella sede di Confindustria il tavolo di confronto con Fim Fiom e Uilm: “Ci hanno detto che non sono loro ad essersi defilati, ma il Ministero della Difesa e l’Arsenale. A noi sembra il gioco delle tre carte, per questo chiediamo un incontro urgente al prefetto” ha spiegato Berrettini. Mercoledì si torna in assemblea.

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