22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 14:59:00

Cronaca

“Il dissesto? Il sindaco è solo un bugiardo”

TARANTO – In un lungo comunicato non fa mai il suo nome, chiamandolo solo “il sindaco uscente di Taranto”. Ma l’attacco dell’ex assessore Dante Capriulo a Ippazio Stefàno è chiarissimo. Il tema? ‘Dissesto & bugie’, quelle raccontante dal primo cittadino. Scrive l’esponente del Pd: “La quasi unica argomentazione utilizzata dai sostenitori del sindaco uscente di Taranto per giustificarne la sua ricandidatura (ripresa persino da Vendola) è che avrebbe tirato fuori dal dissesto la città in soli 5 anni. Fuori dai proclami e dalle tifoseria, l’affermazione è sostanzialmente non veritiera per diverse ragioni”.

“Bisogna ricordare – continua Capriulo – che resta da pagare un debito di circa 350 milioni di euro, che se non sarà gestito bene potrà avere serie ripercussioni negative sulle finanze comunali future. Inoltre, sui debiti pagati fino ad ora è necessario fare chiarezza: E’ stato possibile definire 3.000 pratiche e pagare i relativi creditori, per un importo di debiti di circa 300 milioni di euro, solo grazie alla “procedura semplificata di pagamento dei debiti”, consentendo di abbattere l’importo almeno della metà (sono stati corrisposti solamente 150 milioni di euro dei 300 dovuti); tutte le 3.000 pratiche sono state portate a termine dall’Organismo Straordinario di Liquidazione, al quale gli uffici comunali hanno prestato solo la loro collaborazione, ma va detto che l’osl è stato spesso ‘ostacolato’ dal comportamento ‘bizzarro’ del sindaco uscente; fondamentale è stata la scelta della procedura semplificata per il pagamento del debito, che ha consentito il dimezzamento dell’importo, ed il contributo dato dal Governo Prodi (circa 124 mln di euro), altrimenti adesso staremmo in tutt’altre condizioni; la dichiarazione di dissesto, fatta dal commissario straordinario Blonda, ha evitato che il Comune fosse travolto da migliaia di creditori, consentendo di bloccare procedure esecutive e interessi sui debiti dovuti; il Comune, in questi 5 anni, ad oggi, ha sborsato dalle proprie casse per il pagamento dei debiti passati, poco più di 100 milioni di euro, ricavati dalla tassazione al massimo a carico dei cittadini e grazie al lavoro svolto sul versante delle entrate (su cui il Sindaco ha ben pochi meriti); solo il buon senso di alcuni, ed il loro lavoro diplomatico, ha impedito che il Sindaco uscente procurasse un danno alla città con le sue uscite estemporanee: chiedendo ad esempio la chiusura della procedura del dissesto anzitempo. Il sindaco ha potuto governare di fatto con un debito che, grazie alle norme sul dissesto, si è ridotto di un terzo; infatti, ad oggi, dei 300 milioni pagati ne sono stati sborsati solo 100 (che è la somma realmente pagata dal Comune); pertanto, si è trattato di una condizione favorevole che non ha avuto nessun sindaco italiano. A riprova del vantaggio di cui ha goduto il sindaco uscente c’è l’aumento della spesa corrente: che è passata dai 157 milioni di euro nel 2007 ai 187 del 2011; cioè l’Amministrazione comunale ha potuto avere a disposizione 30 milioni in più all’anno; altro che continue recriminazioni sulle ristrettezze di bilancio! Nell’anno 2011 si è raggiunta la somma record di poco meno di 1 milione e 200 mila euro di spese per incarichi legali. Non ricordo precedenti nemmeno nel periodo delle ‘vacche grasse’. Per il futuro serve ridurre la spesa corrente in maniera seria, evitando sprechi e prebende, per fornire servizi migliori ai cittadini e verificare la possibilità di ridurre le esose tasse locali”.

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