28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Settembre 2021 alle 21:49:00

Cronaca

Progetto-bluff, arrestato per peculato l’ex ministro Clini

Avrebbe “distratto” tre milioni di euro da un progetto per le acque in Iraq. Con lui è finito agli arresti domiciliari anche un impreditore. Si occupò dell'Ilva nel 2012


Un progetto-bluff in Iraq, con fondi distratti per oltre tre milioni di euro.

E’ pesante l’accusa che ha portato al clamoroso arresto, stamattina, dell’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

L’uomo che da Roma ‘gestì’ la convulsa estate del 2012, quella del sequestro dell’Ilva disposto dalla Procura di Taranto e dal gip Todisco, avendo come stella polare la non-chiusura dello stabilimento siderurgico. L’esponente del governo Monti, che è ancora dirigente del ministero di via Cristoforo Colombo, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza.

Nei suoi confronti sono stati disposti i domiciliari. Il reato ipotizzato è peculato ai danni del ministero: l’inchiesta nell’ambito della quale è stato arrestato riguarda la bonifica del bacino del Tigri e dell’Eufrate in Iraq.

E del resto, mentre infuriava la polemica sull’autorizzazione integrata ambientale del 2011 per l’Ilva, quella firmata dal ministro Stefania Prestigiacomo, lo stesso Clini si era ‘giustificato’ sottolineando di essersi sempre occupato di progetti relativi all’estero.

Oltre all’ex responsabile del ministero, agli arresti domiciliari è finito un ingegnere del padovano, socio dello studio che ha curato il progetto di bonifica. Secondo l’accusa formulata nell’indagine dei finanzieri del Nucleo speciale spesa pubblica e del Comando di Ferrara, Clini avrebbe distratto fondi per oltre 3 milioni di euro, in concorso con l’altra persona arrestata.

Come detto, il nome di Clini è legato a doppio filo a quello dell’Ilva, di cui è stato strenuo sostenitore nel momento di maggiore tensione, quello dei giorni del sequestro. E’ stato l’allora ministro dell’Ambiente Clini ad esporsi ed a farsi paladino del decreto ribattezzato Salva-Ilva, che dava forza di legge alla nuova Aia, autorizzazione integrata ambientale, scritta proprio dal ‘tecnico’ diventato ministro nel governo dei professori, quello guidato da Mario Monti. E, ancora, Clini si è battuto per la restituzione all’azienda di quanto prodotto anche in regime di assenza di facoltà d’uso.

Una posizione che destò polemiche roventi, e la contrapposizione fortissima con gli esponenti dell’ambientalismo tarantino. Il suo “non farei vivere i miei nipoti al quartiere Tamburi” non è stato dimenticato, e la notizia del suo arresto è stata ‘commentatissima’ sui social network. Soprattutto a Taranto.
 

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