Cronaca

Tct-sindacati. E’ il giorno della verità


TARANTO – La convocazione alle 15,30, presso l’Ufficio provinciale del Lavoro di via Tirrenia. E’ il momento della verità per la vertenza Tct e per i lavoratori del porto ansiosi di sapere quale direzione assumerà. I sindacati insisteranno con la richiesta della cassa integrazione. Attendono una risposta dalla società che fino ad oggi non si è espressa in merito. “Nell’incontro di oggi ognuno scoprirà le sue carte” commenta, prima della riunione, Nicola Resta, della Fit Cisl.

“Da parte nostra, con la mobilità per 160 unità in scadenza giorno 24, insisteremo con la richiesta della cassa integrazione”. Dipenderà dalla risposte della Tct il futuro della vertenza. A distendere le acque, intanto, è stata la nomina del presidente Prete quale commissario straordinario. Repentina la decisione dei sindacati di cancellare lo sciopero previsto per oggi. Sulla questione interviene Elio Dalto, dell’Udc. “Grazie al Governo per aver firmato la nomina a Commissario Straordinario per il Porto di Taranto dell’Avv. Sergio Prete, attuale Presidente dell’Autorità Portuale. L’attenzione del Governo alle problematiche del Porto di Taranto è oggi come mai importante per tutti i tarantini e per chi , come me, lavora presso il porto della città e ha visto, in questi ultimi mesi, messo in pericolo il proprio posto di lavoro. Questa nomina conferirà al Commissario Prete la possibilità di velocizzare i lavori per la realizzazione dell’ammodernamento del porto per il valore dei 400 milioni di euro già stanziati dallo Stato. Abbiamo ottenuto un primo risultato ma questa non può essere considerata la soluzione ultima del problema. I lavori di dragaggio del fondo che consentiranno l’arrivo nel porto delle navi portacontainer di ultima generazione, la cassa di colmata , la piastra logistica (per citare solo alcuni degli interventi previsti) serviranno a rendere il porto di Taranto tra i più competitivi nel Mediterraneo e consentiranno un ritorno economico ed occupazionale di grande rilievo per tutto il territorio”. “ È chiaro che un progetto di tale portata necessiti dell’attenzione delle parti sociali, delle istituzioni e delle aziende del settore per evitare che si ripeta quanto è già accaduto in questo ultimo decennio in cui il lassismo e lo scarso interesse alla questione hanno portato il porto a perdere competitività nei confronti di quei porti dell’Africa del nord e della Grecia che sono diventati facilmente più appetibili per le compagnie di navigazione”. Come dire, non bisogna abbassare la guardia.

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