20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

E’ caccia alla lobby di potere che favorì l’Eni


TARANTO – Non smettono di creare scompiglio, non solo nel Partito Democratico, le pesanti dichiarazioni rilasciate dall’assessore regionale tarantino Michele Pelillo anche sul fronte dell’economia cittadina. Ed in particolare sull’Eni. Il ragionamento di Pelillo, è stato più o meno questo: da quando mi sono messo di traverso sia a Tempa Rossa che alla nuova centrale dell’Eni, ho notato dei movimenti strani attorno a me.

Gente che non si parlava più che ha ripreso a frequentarsi, ambienti culturalmente e tradizionalmente lontani, sia sugli aspetti economici che politici, che si sono alleati e tutti, guarda caso, contro la mia discesa in campo. E’ ovvio che le parole di Pelillo non sono state queste, ma il senso era chiaro: chi tocca l’Eni, muore. Ma a chi si riferiva l’assessore regionale, a quali politici, a quali ambienti dei partiti ed a quali settori dell’economia? Stamattina autorevoli colleghi lo invitavano ad essere più preciso, a fare nomi e cognomi e, nel caso, a denunciare, quanto sa e se sa. Taranto Sera si unisce all’invito. Ma nel frattempo prova a fare qualche ipotesi, basandoci sui fatti più recenti. Prima di tutto l’incredibile retromarcia del sindaco Stefàno proprio sulla vicenda Eni, ed in particolare sulla costruzione della nuova centrale elettrica. Una vicenda che ha portato, come molti di voi ricorderanno, addirittura alle dimissioni dell’assessore Lucio Pierri, che se ne è andato proprio perché non riusciva a spiegarsi tale retromarcia, e non solo. Anche sulle modalità del ripensamento di Stefàno Pierri ha avuto qualcosa da dire, sostenendo la poca chiarezza dell’operazione, considerando che il no del Comune era venuto dopo una votazione ed un provvedimento, il sì solo attraverso le dichiarazioni dello stesso sindaco di Taranto. Un altro fatto: l’incontro a Bari con i vertici Eni tra Vendola, il solito Stefàno, ed il presidente della provincia Gianni Florido. Un incontro nel quale si chiese all’Eni di abbattere la potenza della nuova centrale, di cui ancora non si sa nulla, e che proprio TarantoSera ribattezzò non senza ironia l’incontro della Trilaterale dell’Ambiente. E, sempre un fatto, è indubbio che da quel momento in poi proprio Comune di Taranto e Provincia, e cioè Stefàno e Florido, hanno cominciato ad andare d’amore e d’accordo, fino alla recente inutile gita a Roma, fatta insieme, proprio come due innamorati (politicamente parlando, si intende). E se la circostanza che il fratello del Presidente della Provincia, Andrea Florido, lavori con l’Eni sia solo una coincidenza che nulla c’entra con tutto il resto, appare il contrario il fatto che lo stesso Gianni Florido, che da oltre un mese è tanto impegnato da non riuscire a partecipare ad una trasmissione televisiva per rispondere alle domande di due giornalisti, riesca a ritagliarsi una mattinata per partecipare all’incontro dell’Eni sulla sicurezza, facendosi fotografare a braccetto con il direttore della raffineria tarantina Guarrata di cui pare buon amico. Fin qui i fatti. Per tutto quanto il resto, lo ribadiamo, è giusto a questo punto che chi sa, parli.

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