21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 18:53:00

Cronaca

Gay Pride a Taranto, scoppia la polemica

Gli organizzatori attaccano il Comune sull’utilizzo di Palazzo di Città


Tappa tarantina per il Gay Pride. Ma ad anticipare la carovana sono le polemiche col Comune in merito al patrocinio dell’iniziativa che porta la firma di Hermes Academy – Arcigay.

“Da gennaio 2014, Arcigay, grazie al supporto dell’associazione culturale Hermes Academy onlus, opera anche a Taranto. Il sindaco ha concesso di buon grado, lo scorso anno, il patrocinio morale alle attività del Centro di Ascolto. Lo scorso marzo Hermes Academy onlus è divenuta Arcigay Taranto”. Queste le premesse. A tracciare la storia che porta fino alla querelle odierna è Luigi Pignatelli, presidente dell’associazione.

“Per sabato 28 giugno, tutti i comitati territoriali Arcigay di Puglia stanno organizzando il Gay Pride a Lecce, ultima tappa di una serie di iniziative, nell’ambito del Puglia Pride, che si terranno anche a Foggia, Barletta, Bari e Taranto. La tappa tarantina è prevista per venerdì 27 giugno, promossa da Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto, TGenus, Il Salotto delle Muse, Strambopoli – La Città degli Artisti, Il Circo della Magna Grecia, Centro di Ascolto LGBTQI di Taranto e provincia, con il patrocinio dell’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Taranto e si svilupperà come segue: alle 10 vernissage di arti visive; 10.30 convegno. Alle 15.30 workshop di scrittura creativa e drammatizzazione sull’identità di genere; alle 18 reading e presentazioni di libri; alle 20 concerto; alle 22 flash mob in piazza Maria Immacolata”.

Fin qui il programma. La polemica, si diceva, nasce a proposito dell’utilizzo di Palazzo di città. “Un mese fa abbiamo fatto formale richiesta al Comune di patrocinio morale e collaborazione nell’organizzazione dell’iniziativa e autorizzazione ad inserire il logo all’interno del materiale illustrativo; utilizzo gratuito, dalle 9.30 alle 22, degli spazi della Galleria Comunale o del Salone degli Specchi presso Palazzo di Città o di Palazzo Galeota o di Palazzo Pantaleo, come spazio espositivo per la collettiva e come location per gli incontri previsti in rassegna, il cui svolgimento necessita di un proiettore e di un impianto audio; autorizzazione ad organizzare il concerto e il flash mob in piazza Immacolata, con possibilità di montare palco e strumentazione audio”.

Il Comune, dopo sollecito da parte del presidente Luigi Pignatelli, “solo” il 29 maggio ha inoltrato una risposta. ““In riferimento alla richiesta avanzata, si rappresenta che il signor Sindaco concede di buon grado il patrocinio morale del Comune di Taranto e l’utilizzo del Salone degli Specchi (le altre sedi indicate sono occupate e per di più mancanti delle attrezzature richieste) per la tappa tarantina del Puglia Pride, che si svolgerà il prossimo 27 giugno. In virtù dell’importanza sociale dell’evento, l’utilizzo della Sala viene concesso con il solo versamento di 150 euro (a fronte degli 529 previsti dal regolamento)” si legge nella nota a firma del Capo di Gabinetto Giuseppe Licciardello”. Pignatelli attacca: “Io sono un attore e scrittore e da quindici anni regalo la mia professionalità all’amministrazione locale, che da sempre contatta me e la mia compagnia di artisti ogni qualvolta si trova in difficoltà organizzative. Ma non è su un’eventuale gratitudine che voglio focalizzarmi. L’utilizzo delle sedi nominate è gratuito per le associazioni”.

Non è tutto: “Da tre mesi Arcigay Taranto chiede al sindaco un incontro in merito alla possibilità che anche il nostro comune, emulando la vicina Bari, possa aderire alle rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, così come da due anni l’Hermes Academy onlus chiede l’apertura del registro delle coppie di fatto. Ma a queste richieste, il sindaco fa orecchie da mercante”.

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