Cronaca

Tct, ora si tratta la cassa


TARANTO – La notizia attesa arriva ieri sera, durante l’incontro convocato dal presidente Sergio Prete nella sede dell’autorità portuale. Ci sono i sindacati di categoria e i vertici della Tct. La revoca della procedura di mobilità per 160 unità che, in scadenza giorno 24, si sarebbe trasformata in altrettanti licenziamenti, fa parte delle clausole dell’accordo generale per lo sviluppo del porto di Taranto che si firmerà domani in quel di Roma. Con la mediazione del presidente dell’Authority, la società terminalista del porto si è impegnata ieri al ritiro dei licenziamenti annunciati.

Una sorta di pre-accordo, in attesa che le parti (azienda e sindacati) tornino intorno ad un tavolo questa volta per definire le modalità di applicazione della cassa integrazione. Si attende la convocazione presso gli uffici provinciali del lavoro di via Tirrenia. L’incontro si terrà con molta probabilità nella giornata di venerdì 24; il confronto fissato per ieri pomeriggio è invece stato spostato vista la riunione convocata dal presidente che è servita a tranquillizzare una volta per tutte la platea dei lavoratori. La vertenza si apre a novembre, con l’avvio della procedura di mobilità da parte della Taranto Container terminal. Il sentore che la vertenza fosse in dirittura di arrivo, con esito positivo, lo si è avuto la scorsa settimana, all’indomani della nomina di Prete commissario straordinario del porto. Una nomina che permetterà di velocizzare i lavori programmati e quindi aumentare i volumi di traffico dello scalo ionico. La notizia della nomina di Prete, rimbalzata da Roma nel capoluogo ionico, ha fatto decidere, venerdì scorso, per il ritiro da parte dei sindacati delle iniziative di protesta già programmate all’indomani di una infruttuosa autoconvocazione presso la sede della Tct. La mediazione di Prete aveva già fatto recedere i lavoratori dalla mobilitazione. Quindi la nomina e la revoca dello sciopero in programma per ieri. Infine la buona notizia, arrivata ieri sera. “Ora c’è da discutere la cassa integrazione” ha commentato Nicola Resta, della Fit Cisl “ma la cosa importante è il ritiro della mobilità da parte dell’azienda”.

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