Cronaca

“Carburante agli sgoccioli”, l’allarme dei gestori Eni

Stasera vertice in Prefettura per sbloccare la vertenza degli autotrasportatori che stanno bloccando la raffineria


“Il carburante non sta arrivando. Per quanto riguarda il gasolio crediamo di avere merce per soddisfare le esigenze degli automobilisti fino a questa sera. In generale possiamo dire che, in tutte le stazioni di servizio Eni, il carburante è agli sgoccioli”. Nicola Nittoso gestisce da anni, con i suoi fratelli, la stazione di servizio Agip di via Galeso, al rione Tamburi. E’ lui a lanciare l’allarme relativamente ai rifornimenti di carburante in città. Da giorni gli autotrasportatori del consorzio Lts stanno protestando sulla statale 106, bloccando le attività di carico e scarico della raffineria. Le ragioni della mobilitazione sono riconducibili all’assegnazione dell’appalto, che prevede il trasporto del carburante, a due imprese non pugliesi.

IL VERTICE
Stasera è previsto un incontro in prefettura tra i vertici dell’Eni e le parti sociali. Il prefetto, praticamente dall’inizio della vertenza, ha provato a trovare una mediazione. La proposta, che prevedeva una proroga di dieci giorni e la contestuale rimozione dei blocchi agli ingressi dell’Eni, è stata però rigettata dai vertici della raffineria.

SOSTEGNO ALLA PROTESTA
Ad appoggiare la protesta degli autotrasportatori (che non stanno bloccando il traffico ma soltanto le operazioni di carico e scarico della raffineria) il Comune di Taranto ed i deputati tarantini Michele Pelillo (Pd) e Gianfranco Chiarelli (Fi). Ieri, sulla 106, dove si sta tenendo il presidio dei lavoratori, la visita dell’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro. “Cari amici, il mio messaggio per voi è semplice – ha detto l’arcivescovo – è un gesto di vicinanza, perché mi stanno a cuore le vostre famiglie e sono vicino a voi in questo momento di gravi difficoltà economiche. Taranto è attraversata in maniera drammatica dalla crisi e in tanti modi, ma non dobbiamo come ci ricorda Papa Francesco, farci strappare la speranza. Non mancherà, da parte mia – ha continuato Santoro – un intervento per sensibilizzare le autorità competenti. Sento di prestare la mia voce per le vostre istanze, per la difesa del posto del lavoro. Così come vi prometto, che nella prossima seduta della Conferenza episcopale pugliese, relazionerò con i vescovi della nostra terra anche questo problema, per condivisione e idee di risoluzione e di solidarietà”.

I SINDACATI
Con l’approssimarsi del tavolo in prefettura, previsto per questa sera alle 17, si inaspriscono i toni della vertenza. “Chiediamo un intervento pesante da parte delle istituzione – afferma Alessandro Calabrese, segretario provinciale Chimici Ugl – le industrie che a Taranto fanno profitto, devono dare lavoro al territorio”.

“Tra autisti, amministrativi indotto – attaccano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – circa 300 lavoratori hanno chiesto alle organizzazioni territoriali il sostegno delle loro posizioni ed anche in presenza di un eventuale passaggio di appalto chiedono che non siano, come spesso accade, i lavoratori a pagare con la perdita del posto di lavoro. Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale, già parte attiva della vertenza, un incontro urgente con le società interessate con lo scopo di evitare riflessi occupazionali negativi. Contestualmente proclamiamo lo stato di agitazione di tutti i lavoratori interessati”.

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