25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Vermi e umidità in Rianimazione. Tutti a rapporto da Scattaglia

Pronte le misure per risolvere i problemi all'Ospedale SS. Annunziata. Parla l’assessore-medico, Baio


“In questo momento sono impegnato a trovare una soluzione. Non posso dire altro”.

Così il direttore generale dell’Asl di Taranto, Fabrizio Scattaglia, da noi contattato in tarda mattinata per chiedere una conferma alle voci, che continuano a rincorrersi in città, riguardanti la chiusura o trasferimento del reparto di rianimazione dell’ospedale Ss. Annunziata.

Il caso è deflagrato sabato scorso quando è trapelata la notizia riguardante l’ispezione effettuata una ventina di giorni fa dai carabinieri del Nas. I militari del nucleo antisofisticazione di Taranto avrebbero inviato alla procura ampia documentazione riguardo a macchie di umidità sui muri; porte e finestre non a norma, servizi igienici inadeguati e vermi sul pavimento del bagno.

L’Asl ha prontamente precisato che si tratterebbe di situazioni che riguardano locali esterni alla rianimazione. Ma non è bastato ad evitare le polemiche. Secondo quanto risulta a Buonasera Taranto, anche il sindaco Ippazio Stefàno sarebbe impegnato a trovare una soluzione utile ad evitare la chiusura o il trasferimento del reparto.

Sull’argomento abbiamo ascoltato il parere dell’assessore all’Ambiente, Enzo Baio, che per anni ha prestato la sua attività di medico proprio nel reparto di rianimazione del Ss. Annunziata. “Queste situazioni sono legate alla collocazione geografica della rianimazione, visto che anticamente in quel punto c’era la lavanderia. Quegli spazi, eliminata la lavanderia perché affidata a ditte esterne, ricevono tutti gli scarichi in arrivo dall’intera struttura. Nel corso degli anni si sono registrate fuoriuscite di vermetti e macchie d’umidità. I medici hanno sempre segnalato il problema. Ma questo non significa che sui pazienti vanno a finire vermi e scarafaggi. L’Asl starebbe cercando di modificare queste situazioni anche se riguardano i bagni che sono esterni alla rianimazione”.
 

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