22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Piero Gnudi nuovo Commissario straordinario dell’Ilva

Cambio della guardia alla guida dell’acciaieria tarantina: Bondi non confermato, arriva l’ex ministro del governo di Mario Monti


Un ex ministro del governo Monti (quello della legge Salva Ilva) alla guida dell’acciaieria più grande d’Europa, commissariata per problematiche ambientali.

E’ Piero Gnudi, nato a Bologna il 17 maggio 1938, il successore di Enrico Bondi come commissario del governo per l’Ilva di Taranto.

La scelta è arrivata in tarda mattinata, nel corso del consiglio dei ministri presieduto dal premier Matteo Renzi. Gnudi, dirigente d'azienda, ex-presidente della società Enel, sino al 28 aprile 2013 ha ricoperto le carica di Ministro per il Turismo, per lo Sport (dal 16 novembre 2011) e per gli Affari regionali (dal 25 novembre 2011) del governo Monti.

Laureato in economia e commercio nel 1962 all'Università di Bologna, è titolare di uno studio commercialista con sede a Bologna. E’ stato nei consigli di amministrazione o nei collegi sindacali di Stet, Eni, Enichem, Credito Italiano. Nel 1995 è stato nominato consigliere economico del Ministro dell'Industria. Dal 1994 ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell'Iri, ricoprendovi l'incarico di sovrintendere alle privatizzazioni nel 1997, presidente ed amministratore delegato nel 1999 e presidente del comitato dei liquidatori nel 2002.

Gnudi, giudicato come molto vicino a Romano Prodi, che da capo dell’Iri ha gestito la cessione dell’Ilva dallo Stato ai Riva, è anche membro del direttivo di Confindustria, della giunta direttiva di Assonime, del comitato esecutivo dell'Aspen Institute, e consigliere di amministrazione di Unicredit. Dal maggio 2002 all'aprile 2011 è stato presidente del consiglio di amministrazione dell'Enel.

Nei prossimi giorni si capirà cosa vorrà dire, per l’Ilva, l’arrivo di un nuovo commissario come Gnudi. E da capire è pure il futuro del sub-commissario, Edo Ronchi. “Nella difficilissima situazione dell’Ilva di Taranto una questione deve essere chiara. Non è pensabile alcuna soluzione di innovazione e futuro produttivo se vengono disattesi gli impegni sul risanamento ambientale, condizione necessaria per dare futuro all’impianto: simul stabunt, simul cadent. Questo è il senso delle misure finora approvate in Parlamento. Da questo punto di vista l’abbandono del vicecommissario Edo Ronchi sarebbe un pessimo segnale”.

Così Ermete Realacci (Pd), presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, ha commenta la situazione dell’Ilva e le dichiarazioni di Ronchi in merito alla sua permanenza all’Ilva: Ronchi ha legato il suo futuro al non stravolgimento del piano ambientale.  

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