31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 22:04:00

Cronaca

Gnudi all’Ilva, ora è caccia ai soldi

I primi compiti del commissario: arginare la pesante crisi di liquidità e trovare nuovi azionisti. Ma Legambiente boccia la scelta del governo


“Carissimi, dopo un anno di lavoro comune, desidero ringraziarvi tutti per il supporto e la collaborazione ricevuta. Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie ogni successo e ogni bene. Buon lavoro”. Così Enrico Bondi ha ‘salutato’ l’Ilva, dopo la mancata conferma nel ruolo di commissario e la sostituzione con l’ex ministro – ed ex uomo forte dell’Iri, le Partecipazioni Statali – Piero Gnudi.

Resta invece confermato il vice commissario Edo Ronchi, ambientalista di fama ed ex ministro dell’ambiente dei governi Prodi e d’Alema ma resta incerta la sua volontà di restare.

Come noto, l’8 maggio scorso è entrato in vigore il Piano Ambientale e a metà maggio Bondi ha presentato a Governo, banche e azionisti (cioè ai Riva) un piano industriale da circa 4 miliardi di euro che prevedeva un aumento di capitale di 1,4 miliardi, il mantenimento di tutti i posti di lavoro, 1,8 miliardi di euro in investimenti per il risanamento ambientale, indebitamento bancario per altri 1,6 miliardi. Piano che il Governo dovrebbe approvare entro l’8 giugno cioè entro lunedì prossimo.

Ora bisogna vedere cosa Gnudi decideranno di fare di questo piano. Nell’immediato l’Ilva soffre di liquidità e il nuovo commissario potrebbe spingere il Governo a mettere mano al portafoglio con un prestito ponte da 300 milioni. Primo compito di Gnudi è proprio trovare i soldi che servono all’Ilva, e cercare nuovi azionisti, la famosa ‘cordata’ di cui tanto si parla.

“La decisione di sostituire i vertici della struttura commissariale dell’Ilva è davvero un pessimo segnale da parte del governo Renzi sull’auspicato risanamento ambientale del polo siderurgico tarantino. Questo atto dell’esecutivo fa ulteriormente aumentare la già forte preoccupazione per la vicenda Ilva e il destino della città di Taranto”. E’ questo il commento di Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, sulla nomina di Piero Gnudi.

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