17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca

Lei si salva ma perde il bimbo

E’ successo ieri al PalaRicciardi. Da qui parte il nostro viaggio tra i profughi sbarcati ieri al porto. Il loro sogno? “Arrivare in Germania e Svezia”


Hanno dovuto convincere con molta fatica sia lei che il marito a salire sull’ambulanza per raggiungere l’ospedale. Rischiava l’emorragia la profuga siriana, ospitata presso la palestra Ricciardi, che ieri ha subito un aborto. La donna, fino a stamattina, si trovava ricoverata in un nosocomio tarantino.

Nel frattempo suo marito continuava a chiedere notizie ma, oltre ai volontari della Protezione Civile e a qualche traduttore arabo, non c’era nessuno. “Stiamo facendo il massimo per fronteggiare l’emergenza – ci dicono Gregorio Cavallaro, vicesegretario Ser Taranto e Giovanni Leo, presidente Ser Lizzano – certo, avremmo bisogno di strutture attrezzate per ospitare questa gente”.

Qualche materasso sistemato alla manopeggio sul parquet; giocattoli per i bambini e vestiti per donne e uomini. Basta poco per ridare il sorriso a chi ha intrapreso il “viaggio della speranza”.

Questa mattina, al PalaRicciardi, ne erano rimasti circa 130. Facevano anche loro parte dei 1.300 immigrati sbarcati ieri al porto di Taranto. Sono stati salvati nel Mediterraneo dagli equipaggi della Marina impegnati nell’operazione “Mare Nostrum”. A bordo di nave Etna hanno raggiunto il capoluogo ionico. Una destinazione di passaggio. “Vogliono andare al Nord: Milano, Torino e così via. Ma la maggior parte di loro – ci spiega un traduttore curdo – vuole raggiungere la Germania e la Svezia per trovare lavoro”.

Anche oggi, il vicesindaco di Taranto, Lucio Lonoce, in stretto contatto con il sindaco, Ippazio Stefàno, sta monitorando l’emergenza direttamente dalla prefettura. Per accogliere gli altri immigrati in arrivo oggi al porto di Taranto saranno utilizzate le strutture che si stanno via via svuotando, ovvero il PalaRicciardi, l’ex asilo Baby Club, il mercato ortofrutticolo all’ingrosso di via Orsini, ed il centro polivalente di via Lisippo.

Ieri, dopo lo sbarco, sono stati riscontrati 12 casi di scabbia, curati sul posto, oltre ad ipotensioni arteriose, principi di svenimento, problematiche respiratorie, ustioni e ferite che i migranti si sono procurati durante il viaggio per la fuga dal loro Paese.

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