05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

Cronaca

Ilva, sindacati sul piede di guerra

Riunioni in fabbrica, preoccupa il silenzio: da Renzi sinora non è arrivata risposta alle richieste d’incontro con Cgil, Cisl e Uil


“Occorre un provvedimento di legge che sblocchi le risorse che servono per proseguire i processi di risanamento e, allo stesso tempo, consentire alla fabbrica di continuare a produrre, per ripristinare tutti i circuiti bruscamente interrotti e far ripartire un’economia inceppata”.

Lo scrive il presidente di Confindustria Taranto, Cesareo, in una lettera inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla vicenda Ilva.

“L’ipotesi di cordate che potrebbero intervenire nel nuovo assetto azionario sicuramente ci conforta ma non può consentirci, purtroppo, di considerare l’intera partita in via di una, anche minima, risoluzione. Dobbiamo guardare alla realtà, che ci parla di tutt’altro. Una realtà che ci prospetta un tracollo imminente che è allo stesso tempo sociale, industriale, economico e ambientale”.

Secondo Cesareo “occorre, almeno nelle more di un eventuale provvedimento di questo genere, attivare un finanziamento ponte con le banche per cominciare a fornire una prima exit strategy probabilmente ancora insufficiente ma comunque alternativa alla condizione di empasse che attualmente registriamo. Il rischio, sempre più tangibile, è vanificare quanto è finora stato fatto e tornare esattamente alla condizione in cui eravamo a luglio 2012”. Confidiamo – conclude il presidente di Confindustria Taranto rivolgendosi a Renzi – in un suo tempestivo intervento affinchè il cambio di passo sia davvero quello decisivo”.

Anche sul fronte sindacale si attendono risposte, dopo la richiesta d’incontro con il premier. Fibrillazioni in fabbrica, oggi riunioni sindacali per capire quali iniziative prendere a stretto giro.

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