Cronaca

Ecco quali emissioni produrrà l’impianto


TARANTO – Un nuovo inceneritore potrebbe molto presto fare capolino nella zona industriale di Taranto. A concedere la Valutazione d’Impatto Ambientale è stata la Regione con la pubblicazione sul Burp datata 9 febbraio 2012. Si tratta di un impianto di stoccaggio e incenerimento di rifiuti pericolosi e non (nella foto in alto la collocazione dell’impianto) in contrada Santa Chiara, a Taranto. La Ecodi srl, la società che è già presente con un proprio impianto, ha presentato un progetto per un inceneritore con un capacità di smaltimento di 8.500 tonnellate l’anno.

Sul progetto si è registrato il silenzio assenso della Provincia e del Comune di Taranto. Gli Enti locali, infatti, si sono guardati bene dal negare l’autorizzazione al progetto, rimandando la patata bollente alla Regione. Nella relazione non tecnica stilata dalla Ecodi è possibile leggere quali saranno le emissioni previste dopo la realizzazione dell’impianto. “Per quanto riguarda le emissioni nell’ambiente – si legge – l’impianto produce le seguenti forme di emissione: emissioni gassose, rappresentati dai fumi espulsi in atmosfera attraverso i camini di processo; emissioni solide e liquide, sostanzialmente rappresentati dai residui del processo di incenerimento (ceneri e scorie), dalla depurazione dei fumi (reagenti esausti e polveri) e dalle attività amministrative. In questa categoria è stato inserito anche lo smaltimento delle acque meteoriche dei piazzali, dei lastricati solari e dei servizi igienici; emissione di rumore, dovute al funzionamento dei diversi organi in movimento presenti sull’impianto”. Emissioni gassose, solide, liquide e di rumore. Questo l’ennesimo regalo di Vendola ai tarantini. Quasi a voler rassicurare la popolazione, ma soprattutto i tecnici che hanno preso in esame la proposta dell’azienda, nella sintesi non tecnica del nuovo impianto sono elencate le possibili ripercussioni sull’ambiente. “Delle varie componenti studiate, le uniche che potrebbero avere una qualche influenza dall’attività svolta dalla ditta Ecodi – si legge nella relazione – sono associate a: emissioni diffuse di inquinanti in atmosfera dovute ai processi di incenerimento dei rifiuti; emissioni di rumore generato dai macchinari in movimento; emissioni di sostanze inquinanti liquide e solide sul suolo e sottosuolo. Le altre componenti ambientali non sono influenzate in maniera evidente dall’attività svolta, in quanto l’impianto ricordiamo ricade in area industriale (con grado di naturalità nulla), ben connessa alla rete viaria e distante dai centri urbani”.

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