21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 16:13:38

Cronaca

L’Italia si mobilita per i marò


TARANTO – Salvate il marinaio Massimiliano. L’Italia si mobilità per Max Latorre, il marò tarantino che insieme al collega barese Salvatore Girone è ‘sotto custodia’ in India per l’omicidio di due pescatori. “Dobbiamo salvare i nostri due marò, che oggi si trovano in stato di fermo in un Paese straniero. Una cosa non accettabile, perché i fatti per i quali vengono accusati si sono svolti in acque internazionali”. Con queste parole il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha annunciato l’adesione della Capitale alla campagna ‘Salviamo i nostri marò’, insieme ai parlamentari del Pdl Ignazio La Russa e Giorgia Meloni.

Una iniziativa che ha unito diversi comuni italiani che hanno deciso di esporre nelle piazze più importanti le gigantografie dei due militari. A Roma l’immagine è stata piazzata sulla balconata del Campidoglio (foto tratta da repubblica.it), lì dove fino a qualche mese fa campeggiava la foto del soldato israeliano Gilad Shalit. “Oggi mostriamo il volto di due italiani su cui c’è il rischio venga commessa un’ingiustizia. Ci appelliamo ai governi italiano e indiano per una soluzione rapida” le parole di Gianni Alemanno. Mobilitazione anche sui social network: ‘Salviamo i nostri marò’ e ‘Riportiamo a casa i nostri leoni’ sono due gruppi di sostegno a Massimiliano, Salvatore e le loro famiglie. Si punta ad organizzare per domenica, a Taranto, una fiaccolata di solidarietà ai due marò. Il tutto dopo una giornata delicatissima, convulsa ed importante sul ‘fronte indiano’. Ieri il giudice ha disposto altri sette giorni di custodia nella residenza di Kochi per i due fucilieri di Marina, affidati alla polizia locale. “Era importante che i nostri marò restassero nella guesthouse e non andassero in prigione” il commento del sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, che si trova nel paese asiatico ed ha incontrato i due militari sotto custodia. Allo stesso tempo l’Alta Corte del Kerala ha accettato il ricorso dell’ambasciata, incentrato sulla questione della competenza, prendendo tempo per esaminare deduzioni e controde-duzioni. Una vera svolta potrebbe arrivare però a stretto giro. E’ stato raggiunto un accordo tra India ed Italia sull’esame delle armi che sono a bordo della petroliera Enrica Lexie. La polizia indiana potrà sequestrarle, ma un tecnico italiano parteciperà all’esame di laboratorio. “Un fatto cruciale” sono state le parole di de Mistura: “La speranza è che la nostra presenza contribuisca a fare giustizia”. L’Italia non riconosce la giurisdizione indiana perché – è la tesi da cui non recedono i rappresentanti del nostro Paese – le vicende che coinvolgono la petroliera sono accadute in acque internazionali. Ma è un fatto che si sia entrati nella ‘dinamica processuale’, e che un accordo italo-indiano sulla perizia possa far riavvicinare le parti. “Dopo l’ispezione della nave, si dimostrerà che è giusta la nostra versione” è quanto dichiarato ancora dal sottosegretario agli Esteri.

Giovanni Di Meo

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