17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

Multati 21 anni fa. Oggi devono pagare 200 euro


TARANTO – Non hanno pagato il biglietto quando ancora il costo era espresso in lire. Ed oggi si ritrovano a pagare un “conto” lievitato fino a 200 euro. Sono gli sfortunati “portoghesi” tarantini beccati senza biglietto sugli autobus dell’Amat e multati in un periodo di tempo che abbraccia ben otto anni, dall’1 gennaio 1991 al 31 luglio 1999 per la precisione. Sono ben 22.500 i destinatari delle lettere inviate da una società di recupero crediti di Roma alla quale l’Amat – come ci confermano dalla stessa azienda per la mobilità urbana – “ha ceduto 22.500 crediti, nel 2004, per il periodo che va appunto dal primo gennaio 1991 al 31 luglio 1999.

“Per qualsiasi chiarimento” aggiungono dall’azienda, da noi contattata – i cittadini non devono rivolgersi a noi, bensì al Consorzio Nazionale Riscossioni spa, via Vittorio Veneto 116, Roma”. Ed effettivamente di lamentele la faccenda delle lettere ne sta provocando. A scrivere alla redazione è il signor Alberto Mazza: “in tali missive viene rivendicato un credito che si aggira intorno ai 200 euro e viene intimato al ricevente un pagamento entro tre giorni dalla ricezione”. Quello che più mette in risalto il lettore è che nelle stesse lettere si fa riferimento, in caso di mancato pagamento, al ricorso alle vie legali e, in ultima battuta, al pignoramento -anche forzato – dei beni. “Ci sarebbe molto da dire sull’opportunità di cedere il credito (si tratta, appunto, di multe non pagate, ndr) ad una società di Roma” commenta Mazza che contesta anche la modalità di recapito, per posta ordinaria, delle missive miranti al recupero del credito. Oggi la multa per non aver pagato il biglietto dell’autobus è di cento euro, più i costo del biglietto, di 90 centesimi. Se la multa la paghi entro trenta giorni, la somma da pagare si dimezza, diventando di 50 euro. Se invece lasci passare anni e anni, può arrivare, come nel caso segnalato, a duecento euro. Il signor Mazza anche ha tentato di avere maggiori dettagli. Dall’Amat gli hanno fornito i dati del caso, invitandolo, in ultima analisi, a rivolgersi alla società romana incaricata di gestire i crediti. Ma, dice il lettore che si è interessato alla faccenda, “l’azienda di Roma è sfuggita alle richieste di spiegazioni. Anche i verbali delle multe, qualora si volessero consultare per verificare, sono ormai a Roma, perché ormai la competenza è del foro di Roma” protesta sollevando anche un altro interrogativo: “in gran parte quelle multe saranno in prescrizione”.

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