30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2021 alle 06:51:54

Cronaca

Profughi, nuovo sbarco. Riapre il PalaRicciardi

Al porto attraccherà la nave San Giorgio. A bordo più di 1.200 profughi. Vertice in Prefettura per gestire l’emergenza


Neanche il tempo di annunciare la chiusura della palestra Ricciardi che, la struttura di via Golfo di Taranto, riapre i battenti per ospitare gli immigrati in arrivo dal mare. L’attracco di nave San Giorgio, al molo San Cataldo del porto di Taranto, è previsto per questa sera, intorno alle 20.

Si tratta di 1.200 immigrati, in prevalenza siriani, salvati nel Mediterraneo durante l’operazione Mare Nostrum. Per il capoluogo ionico si tratta del quarto sbarco di immigrati. In totale, ad essere ospitati presso le strutture messe a disposizione dall’amministrazione comunale e dalla Caritas, quasi 4.500 migranti.

Come detto, riapre il PalaRicciardi per accogliere circa duecento tra uomini, donne e bambini. Altri duecento saranno ospitati nel mercato ortofrutticolo all’ingrosso di via Orsini, al rione Tamburi. Già dalle prime ore del giorno, la prefettura è impegnata a coordinare l’emergenza. Stamattina, infatti, si è tenuto un vertice per valutare tutti gli aspetti riguardanti l’accoglienza degli immigrati minorenni.

Intanto, in occasione della “giornata mondiale del rifugiato” è stato organizzato per venerdì 20 giugno, dalle 9.30 alle 13.30, presso la sala delle riunioni della Provincia, il convegno “Le buone prassi dell’accoglienza: la donna musulmana nel processo migratorio”.

«Il peso eccezionale rappresentato dall’arrivo a Taranto di migranti, in fuga da guerre, persecuzioni e sofferenze – spiega Antonietta Podda, responsabile comunicazione Sprar, Martina Franca – porta a riflettere sulla delicata e complessa gestione della “emergenza” che ha messo in luce senz’altro da un lato aspetti di forte criticità,  dall’altro quanto di buono è stato messo in campo. L’Associazione Salam, chiamata in prima linea a dare il proprio contributo, in qualità di ong che da anni si occupa e si dedica all’asilo e all’accoglienza nel nostro Paese, ha in particolare potuto constatare come la mancanza di una strategia comune basata sull’adozione di politiche omogenee per l’accoglienza, abbia inciso poi negativamente anche sulla gestione del fenomeno migratorio, a partire proprio dalla ricezione dei migranti arrivati a Taranto».

«Una mancata pianificazione – prosegue – ha così sottoposto le realtà associazionistiche, e tra queste figura soprattutto l’Associazione Salam, ad un carico di lavoro e responsabilità senza precedenti.  In questa stagione rovente che apre uno scenario di nuovi sbarchi a Taranto, diventa allora quanto mai necessario, ripensare ad un nuovo modo di fare accoglienza, che sia supportato da una seria pianificazione della fase di arrivo e da una adeguata preparazione di tutti gli operatori coinvolti.  L’accoglienza dei migranti non si può infatti improvvisare.  E dall’operatore sanitario al volontario, tutti devono maturare la consapevolezza che è necessario uno sforzo in più per riuscire in questa enorme impresa umanitaria. Considerato poi che gran parte dei profughi sbarcati a Taranto sono uomini, donne e bambini che giungono in Europa alla ricerca di protezione internazionale, ecco che oltre ad una presenza massiccia di forze competenti in ambito sanitario e di prima accoglienza, è assolutamente indispensabile che la “macchina organizzativa” sia adeguatamente preparata a risolvere anche tutti gli aspetti che riguardano la tutela giuridica dei migranti».

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