16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

Uno scafista prova a nascondersi tra i profughi

Scoperto ieri sera durante lo sbarco al porto di Taranto. L’uomo, un tunisino, è stato portato in carcere


Sbarchi di immigrati, individuato e fermato uno scafista tunisino.

Nella tarda serata di ieri, gli agenti della Squadra Mobile in collaborazione con personale della Marina Militare e della Capitaneria di Porto di Taranto, hanno individuato e arrestato Abdel Waheb, tunisino di 34 anni, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le indagini, sono iniziate nella serata di ieri con l’arrivo nel porto di Taranto dei 1.200 immigrati di varie nazionalità.

Con la collaborazione di alcuni immigrati di nazionalità siriana, salpati dalla città tunisina di Sebrata e soccorsi in acque internazionali della nave “Diciotti” il 14 giugno scorso, gli investigatori hanno inizialmente ricostruito la meticolosa opera dell’organizzazione malavitosa operante tra la Libia e la Tunisia che si occupa del “traffico” degli immigrati e successivamente individuato uno degli scafisti.

Come accertato dai loro racconti, gli immigrati, con lunghissimi ed estenuanti viaggi anche di alcuni giorni attraversando i deserti nordafricani, giungono sulle coste tunisine per poi imbarcarsi “sulle carrette del mare” dirette in Italia, versando agli scafisti alcune centinaia di dollari. Nel corso delle indagini, come detto, è stato identificato uno degli scafisti trovato in possesso anche di due telefoni satellitari. Waheb dopo le formalità di rito è stato portato nel carcere di Taranto.

Lo scafista tunisino, difeso dagli avvocati Giuseppe Lecce e Paolo La Gioia, nei prossimi giorni sarà interrogato dal gip del Tribunale di Taranto che dovrà decidere se convalidare o meno l’arresto.

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