17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

Sgominato il clan del boss Francesco Locorotondo

Blitz nella notte, 32 arresti. Preso il capo indiscusso della mala storica tarantina


Droga, armi ed esplosivo: 32 arresti dei carabinieri.

Sgominata  una organizzazione mafiosa legata alla Sacra Corona Unita con il blitz “The Old” .

Il capo indiscusso del gruppo criminale, è Francesco Locorotondo, detto “scarpa longa”, boss della  mala storica tarantina, dotato di “medaglione con catena”, massimo livello di affiliazione.

Le indagini, avviate nell’anno 2011 dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Taranto e coordinate dalla Dda di Lecce, hanno consentito di mettere ko  una organizzazione di tipo mafioso che operava sia nell’area occidentale che in quella  orientale della provincia ionica e in particolare a Crispiano, Statte, Lizzano, Pulsano e Torricella.

A capo del gruppo il  crispianese Francesco Locorotondo, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, affiancato dai  fratelli lizzanesi Cataldo e Giovanni Giuliano Cagnazzo, quest’ultimo detto “il vecchio”.

Tra i “collaboratori” Angelo Massaro detto “Angiuledda” affiliato all’organizzazione con il grado di “camorra” e uomo di fiducia del vertice del gruppo, Fabio Cesare Pauli e Gaetano Panariti.

Le intercettazione eseguite dagli investigatori diretti dal tenete colonnello Giovanni Tamborrino, dal capitano  Fabio Bianco e dal luogotenente Antonio Bucci hanno  accertato che la principale attività del gruppo era il traffico di cocaina, eroina e hashish. 

Gli affiliati avevano anche la disponibilità di armi e di esplosivo. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Daniele Sirimarco, il generale Claudio Vincelli, il procuratore antimafia di Lecce, Cataldo Motta,  il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e il sostituto procuratore antimafia Alessio Coccioli.

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