12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Cronaca

Ilva, il processo dei record. Chiesti risarcimenti milionari

Cinquantadue imputati, centinaia di parti civili. Giovedì la prima udienza


Dieci milioni di euro. E’ l’imponente richiesta di risarcimento danni che Legambiente presenterà all’Ilva, costituendosi parte civile nel processo Ambiente Svenduto. Una notizia che arriva alla vigilia della prima udienza preliminare per il processo dei record sul disastro ambientale causato dall’Ilva di Taranto. Sono 286 le parti offese individuate dalla Procura, cui vanno ad aggiungersi le richieste di associazioni e sindacati.

Quella di domani, in realtà, rischia di essere una falsa partenza. Il gup ha già sul tavolo una istanza di rimessione del processo depositata dai legali di Riva Fire, holding del gruppo Ilva, di Riva Forni Elettrici e di alcuni tra i principali imputati, in tutto 52 (49 persone fisiche e tre società, ovvero Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni Elettrici).

Per i legali dell’Ilva e dei suoi dirigenti, a Taranto ci sarebbero troppe pressioni che mettono a rischio la serenità di giudizio del magistrato.

Il Gup ha tre possibilità: sospendere subito l'udienza inviando gli atti alla Cassazione perchè decida sull'istanza di rimessione del processo (se accolta, verrebbe trasferito a Potenza); far costituire le parti (occorrerebbe più di una udienza) per poi trasmettere gli atti a Roma; oppure andare avanti e adottare tutte le decisioni ma fermandosi un passo prima della sentenza, dovendo trasmettere gli atti alla Suprema Corte. Per motivi logistici, l’udienza preliminare – a porte chiuse – si terrà nella palestra del comando provinciale dei vigili del fuoco.

Tra gli imputati mancherà l’ex capo indiscusso dell’Ilva, Emilio Riva, scomparso a 87 anni il 29 aprile scorso. Ma oltre ai vertici del gruppo Riva, rischiano il processo numerosi politici, a cominciare dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata per presunte pressioni sul dg di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per una relazione sulle emissioni dagli impianti del Siderurgico, il sindaco Stefàno (abuso d’ufficio) e l’ex presidente della Provincia Florido (concussione).

Nell’inchiesta ci sono i fascicoli di due incidenti sul lavoro mortali, per i quali un gruppo di dirigenti Ilva è accusato di omicidio colposo e omissione di cautele sui luoghi di lavoro. Le vittime furono gli operai Claudio Marsella, morto schiacciato da un locomotore nel reparto Mof il 30 ottobre 2012, e Francesco Zaccaria, gruista precipitato con la cabina in mare da un’altezza di 60 metri dopo essere stato investito da un tornado il 28 novembre 2012.

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