05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 10:57:00

Cronaca

Il grido di dolore delle Piccole e medie imprese

L’analisi dei dati emersi durante la Giornata dell’Economia mette in risalto il momento delicato per le aziende tarantine


“E’ necessario fare appello al governo affinché alleggerisca il carico del cuneo fiscale che sta distruggendo la domanda interna, risorsa vitale per la sopravvivenza delle imprese”.

E’ il commento rilasciato da Vito Lobasso, presidente di Confesercenti Taranto, a margine della dodicesima “Giornata dell’economia” che si è tenuta nei giorni scorsi alla cittadella delle imprese. “Questa continua moria di aziende – ha ribadito Vito Lobasso, presidente di Confesercenti Taranto – necessita non solo di interventi da parte del governo per rilanciare i consumi, ma uno sforzo da parte di tutti, comprese le amministrazioni locali che, pur se attanagliate da problemi di bilancio, devono necessariamente mettere in campo iniziative a sostegno del commercio per evitare la continua desertificazione che sta colpendo le nostre vie cittadine. Non ci sono più spazi per tentennamenti, ma c’è bisogno di interventi seri tipo l’istituzione dei Distretti urbani del commercio, una seria politica di revisione delle tassazioni comunali e una lotta efficace all’abusivismo dilagante”.

Secondo il presidente della Camera di Commercio di Taranto, Luigi Sportelli. “Il 2013 si è chiuso male. La maggior parte degli indicatori è di segno negativo: valore aggiunto totale e procapite, saldo imprenditoriale, interscambio commerciale con l’estero, occupazione. Siamo completamente dentro la crisi. E i primi dati del 2014 allarmano ancora di più: il sistema imprenditoriale è fermo al palo; molte imprese chiudono, con tutto il loro portato di know how, produttività, capitale umano. Non nascono abbastanza imprese per compensare questa emorragia di ricchezza in tutti i comparti”.

Un sistema in sofferenza, il cui declino comincia, secondo Sportelli, nel 2006 con la dichiarazione dello stato di dissesto del Comune di Taranto. “E’ un innesco diretto – ha detto il presidente dell’Ente camerale – che origina la deflagrazione con oltre 378 milioni di liquidità sottratti ad imprenditori, professionisti e cittadini della nostra provincia. Una procedura che ha portato ad un inasprimento senza precedenti della tassazione e che, ancora oggi, dopo ben 8 anni, non è chiuso”.

Se poi si considera che a tutto questo andava ad aggiungersi nel 2008 la piaga della crisi finanziaria internazionale e nel 2012 la bufera della vicenda giudiziaria dell’Ilva, si comprende bene il senso di sfiducia all’insediamento produttivo nel territorio di Taranto.

La dr.ssa Francesca Sanesi – Responsabile Centro Studi Camera di commercio di Taranto e il dr. Francesco De Giorgio – segretario generale Camera di commercio di Taranto hanno poi illustrato e commentato i dati del Registro delle imprese e del Centro Studi della Camera di Commercio di Taranto. Il 2013 si è chiuso con 47.902 imprese registrate, di cui però solo 41.489 attive, un tasso di crescita complessivo del -0,2%. I settori che hanno accusato le sofferenze più significative sono l’Agricoltura (-3,2%) e le Costruzioni (-1,1%). Segno positivo per il Turismo con 4,9%, i Servizi alle imprese (2%), Assicurazioni e credito (1,4%).

“Dal ’98 ad oggi – ha spiegato Sanesi – assistiamo ad una progressiva e costante trasformazione delle imprese verso strutture giuridiche più complesse. Diminuiscono le ditte individuali, mentre aumentano le società di capitale. Nel 2013 le imprese femminili sono il 21% delle registrate (12.938). Si fanno notare anche i giovani manager con l’11% (5.680) di imprese giovanili. Resta forte la presenza del settore artigiano pari al 14% (7.747) del totale”.

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