23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 21:06:00

Cronaca

Pannelli sulla scuola Giusti


TARANTO – Energia pulita e risparmio. Il binomio porta al quartiere Tamburi, alla scuola Giusti, per la precisione, dove stamattina è stato presentato ed inaugurato un impianto fotovoltaico. Si tratta di un progetto che, a livello nazionale, vede insieme Vodafone e Legambiente: sono stati riciclati i materiali di trentamila telefonini per installare pannelli solari in venti scuole in tutta Italia. Taranto, con la scuola Giusti, è l’unica città pugliese ad essere stata inserita nel progetto battezzato My Future.

I pannelli installati sul tetto della scuola elementare serviranno ad approvvigionare la scuola dal punto di vista energetico. A risparmiare in fin dei conti sarà il Comune che non dovrà pagare le bollette per i consumi della scuola. Stamattina in occasione della presentazione dell’impianto a scuola è arrivato il sindaco Ippazio Stefàno, accompagnato dall’assessore comunale alla pubblica istruzione Anna Rita Lemma, dalla presidente del circolo Legambiente di Taranto, Lunetta Franco, e dai responsabili di Vodafone Italia ed Enel Green Power. I soldi risparmiati verranno investiti dall’ente locale in progetti di educazione ambientale che vedranno protagonista appunto la scuola. “Il fatto che la Regione Puglia abbia pensato a Taranto è un segno di attenzione nei confronti della città” ha commentato Lunetta Franco per Legambiente. L’associazione partecipa attivamente al progetto per la parte che riguarda l’attività di educazione ambientale che inizia già il prossimo 9 marzo. Legambiente ha fatto da tramite tra la Vodafone e il territorio. “Si tratta di pannelli per 6 kwatt che comporteranno un risparmio di 800 euro l’anno. Mentre il conto energia darà al Comune sui 3.500 euro, somma che verrà girata alla scuola” ha aggiunto la rappresentante di Legambiente che non ha risparmiato però un’annotazione critica sui tempi: perché se sindaco e giunta, ovvero la parte politica si è mostrata entusiasta del progetto “d’altronde si tratta di un regalo” Legambiente ha parlato di una “macchina comunale intollerabilmente lenta” e cioè di ritardi dal punto di vista burocratico e amministrativo che hanno fatto posticipare la data del taglio del nastro.

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