01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

Zio Michele, c’è l’interdizione per 5 anni

La Corte d’Assise ha sanato alcuni errori materiali contenuti nella sentenza di primo grado. Risarcimento al Comune di Avetrana


Il caso Scazzi continua a tenere banco e, in attesa del processo d’appello, registra, come nelle previsioni, il rientro in camera di consiglio dei giudici (presidente della Corte d’Assise la dottoressa Rina Trunfio) per un “aggiustamento” tecnico della sentenza di primo grado.

Cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per Michele Misseri, 10mila euro di provvisionale e 14.980 euro di spese legali in favore del Comune di Avetrana: con queste modifiche la Corte di Assise di Taranto ha sanato alcuni errori materiali contenuti nella sentenza emessa il 20 aprile 2013 per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana (Taranto) strangolata e gettata in un pozzo-cisterna il 26 agosto 2010.

Per l’omicidio di Sarah sono state condannate all’ergastolo la zia, Cosima Serrano, e la cugina, Sabrina Misseri, mentre Michele Misseri, marito di Cosima e padre di Sabrina, è stato condannato ad otto anni per soppressione di cadavere. I difensori hanno proposto appello e si è in attesa della fissazione dell’inizio del processo di secondo grado, che si terrà dinanzi alla sezione distaccata di Taranto della Corte di appello di Lecce.

Tornando a “Zio Michele”, proprio nei giorni scorsi Misseri era tornatro, ancora una volta, alla ribalta: “Non ho i soldi per andare avanti, sono costretto a fare sciopero della fame perchè il denaro che ho in banca, quello della disoccupazione, è tutto bloccato. Ho l'obbligo di dimora, e non posso nemmeno andare a Manduria, a 2 chilometri da casa mia, per lavorare, perchè è necessaria la carta del giudice per fare istanza”. Queste le ultime dichiarazioni di Misseri in un'intervista a “Segreti e delitti” su Canale 5 in cui ribadisce la sua colpevolezza in merito al delitto e alla innocenza della figlia Sabina e della moglie Cosima.

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