Cronaca

Tramontone, è qui che serve il “rammendo”

Un residente si lamenta: “Per anni dimenticati in fatto di collegamenti e pulizia”. Oggi c’è un piano di intervento del Comune su erbacce e strade


“Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. E’ fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee”. Recita così l’estratto dello scritto dell’architetto Renzo Piano proposto come traccia agli esami di Maturità. Già, le periferie, scrigno di energia. Pullulano di umanità. Ma, ahinoi, non solo di quella. 

Uno sguardo al paesaggio di Tramontone fa pendere l’ago della bilancia sul concetto di fragilità. E sulla necessità di interventi. Siamo a Tramontone.

A segnalare “il degrado delle nostre periferie” e nella fattispecie del quartiere Tramontone appunto è Rodolfo P. “residente in questo comprensorio da oltre venticinque anni”. 

“Queste immagini – scrive Rodolfo – mostrano il degrado in cui giornalmente viviamo. Nei giorni scorsi, precisamente il 12 giugno, si è svolto presso la sede dell’assessorato alla Pianificazione Urbanistica-Edilità del Comune un incontro per definire e programmare un piano di interventi da effettuarsi nel comprensorio ‘Capitignano’. In tale incontro si è appreso che il Comune da marzo ha acquistato definitivamente le aree del comprensorio Capitignano ed in quel confronto costruttivo, sotto l’aspetto delle promesse, i delegati del residence hanno provveduto ad elencare alcuni interventi da effettuare con la massima urgenza: potatura degli alberi di pino e rimozione della processonaria dagli stessi; manutenzione periodica delle aree verdi, “come avviene in altre zone del quartiere evidentemente più frequentate da Consiglieri Comunali”; trattamenti di derattizzazione e deblattizzazione; rifacimento della segnaletica stradale orizzontale e verticale “è dal lontano 1989 che non viene rifatta”; rifacimento del manto stradale divenuto sconnesso a causa delle radici dei pini; bonifica delle aree antistanti il comprensorio; ripristino dei beni comuni quali fontana, attrezzatura per il tempo libero e lo svago dei bambini; spostamento dei cassonetti onde evitare “ai cittadini del vicinato” di creare discariche a cielo aperto”.

“Vi sarebbero tante altre cose da elencare per il ripristino, il decoro e la valorizzazione del territorio” aggiunge il nostro. “Chiediamo unicamente di non essere ulteriormente abbandonati, per tanti anni abbiamo sofferto le lacune dei trasporti urbani, dei trasporti dello scuolabus, la carenza del servizio di Igiene Urbana, basti pensare che l’Amiu provvede alla pulizia del comprensorio un paio di volte al mese”.

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