Cronaca

Battaglia in aula. Marò, il verdetto arriverà giovedì


TARANTO – Ancora un rinvio per Massimiliano Latorre. E resta l’angoscia per il militare tarantino prigioniero in India insieme al collega barese Salvatore Girone. Infatti l’Alta Corte del Kerala ha disposto stamattina il rinvio a giovedì dell’udienza sul ricorso presentato dai legali italiani circa la giurisdizione dell’incidente che coinvolge Latorre e Girone, in cui sono morti due pescatori indiani. Il rinvio è stato richiesto dal giudice per permettere la deposizione di atti riguardanti i processi giudiziari in corso in Italia: la Procura di Roma indaga per omicidio.

Dopo aver sentito le ragioni della difesa italiana, in base alla quale i due accusati sono militari che erano in servizio anti pirateria su una nave battente bandiera italiana, il giudice ha chiesto di avere – tradotti in inglese – gli atti della Procura capitolina che ha avviato un’inchiesta per omicidio a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il legale di una vittima ha poi contestato il “trattamento di favore” concesso ai due detenuti in un alloggio della polizia “con aria condizionata”. Al rilievo, il giudice ha risposto con una battuta: “Anche noi siamo in un aula con aria condizionata. Se esistono queste comodità, perchè mai non possiamo concederle?”. Un modo per stemperare la tensione, altissima oggi in aula, affollata da diversi giornalisti. Intanto le distanze tra Italia e India “sulla giurisdizione del caso” rimangono intatte e nonostante la volontà di chiudere “rapidamente” il dossier è bene “non farsi illusioni”. Parola del ministro degli Esteri Giulio Terzi, arrivato in India per una visita che, pur programmata da tempo, si concentra inevitabilmente sulle tensioni nate in seguito alla morte dei due pescatori. Il ministro ha rimarcato la posizione italiana che, a partire “dal diritto internazionale”, riafferma la non competenza territoriale dei tribunali indiani ed ha trasmesso le più condoglianze per la morte dei due pescatori. G.D.M.

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