27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 13:57:00

Cronaca

Lardiello: «Nel 2022 dobbiamo risvegliare la voglia di fare»

foto di Mimmo Lardiello
Mimmo Lardiello

Non è retorica dire che l’anno che ci aspetta non è un anno come tutti gli altri: la quarta ondata, si spera di durata ancora non lunga, quando si ritirerà lascerà forse finalmente il campo a prospettive di lungo periodo, alla possibilità di fare programmazione, alla voglia di ricreare positività. Il 2022 corrisponderà poi  ad una nuova stagione elettorale per la città di Taranto, una fase che fino a qualche mese fa sembrava chiaramente nel segno della continuità e che oggi presenta un quadro notevolmente più complesso,  uno scenario che al di là delle visioni espone Taranto al rischio di vedersi tagliata fuori da opportunità importanti: siamo senza rappresentanza istituzionale in un momento in cui il Governo minaccia di tagliarci i fondi per i giochi del mediterraneo e finanziamenti per progetti cruciali, come quello importantissimo della Ferretti Tech, che nei programmi porterebbe tecnologia avanzata nel settore della nautica a Taranto, sono stati messi in discussione e salvati all’ultimo momento. La celeberrima capacità della comunità tarantina di disunirsi nei momenti cruciali purtroppo ancora una volta conferma la sua scia negativa, e questo non per salvare l’operato di qualcuno a scapito di altri, ma per prendere atto, in maniera del tutto terza, di quanto sia scarsamente comprensibile, specie agli occhi dei non addetti ai lavori, la fase che stiamo vivendo e quanti e quali sono i rischi che stiamo correndo nel lasciarci trasportare dall’odio e dalle guerre di parte.

Ed allora, ancora una volta, come non sperare che il 2022 possa segnare il ritrovarsi nell’unione d’intenti: il mondo imprenditoriale, la scuola, il settore della formazione – che a Taranto trova punti di eccellenza – devono capire la necessità di fare sistema, di superare logiche di schieramento, di ritrovarsi a fare i conti, insieme, con lo scenario del post pandemia, che ci consegnerà un mondo diverso, a tratti più timoroso, ma senza dubbio segnato da una incredibile voglia di riscatto che non dovrà lasciarci inermi. Il tentativo di risveglio culturale che sta attraversando la nostra città, oggettivo e dovuto alla buona volontà di chi ha intuito la necessità di spendersi, deve essere accompagnato da un coinvolgimento generale che non deve interessare le sole elites ma deve arrivare ovunque: laboratori teatrali nelle periferie, invasione di positività nelle scuole più difficili, spettacoli di qualità, all’aperto, nelle piazze delle periferie più lontane, devono essere parole d’ordine per cominciare a programmare il futuro. Due teatri, se pur attivi, per Taranto non bastano. Bisogna risvegliare la voglia di fare, utilizzando ogni strumento possibile. E se il 2022 segnerà un nuovo inizio lo scopriremo solo vivendo, come diceva qualcuno, ma ciò che oggi è già certo è che per costruire un futuro nuovo, occorre, senza dubbio il contributo di tutti. Buon anno.

Mimmo Lardiello
Presidente associazione “START – libere idee in movimento”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche