22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

Ilva, domani la nuova perizia


TARANTO – Quella di domani é un’altra giornata decisiva per l’inchiesta della Procura di Taranto sull’Ilva. In Tribunale sarà infatti depositata la seconda parte della maxi perizia sull’inquinamento e sull’industria siderurgica tarantina, disposta dal gip Patrizia Todisco ed affidata ad un pool di esperti. Il loro compito é stato focalizzato sugli aspetti medico epidemiologici dell’indagini. Il team è composto dal professor Annibale Biggeri, docente ordinario all’Università di Firenze e direttore del Centro per lo studio e la prevenzione oncologica, dalla professoressa Maria Trassi, direttore di struttura complessa dell’area funzionale di igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro ed epidemiologia applicata dell’azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli e dal dottor Francesco Forastiere, direttore del dipartimento di Epidemiologia della Asl di Roma.

Una perizia che sarà la seconda verità scritta e depositata sull’Ilva e che sarà esaminata in aula tra un mese, il 30 marzo. La prima parte della relazione sull’inquinamento, oltre seicento pagine, è già stata depositata e discussa. Studi ed analisi che dovranno servire ad accertare se le emissioni di fumi e polveri dello stabilimento siderurgico siano nocive alla salute umana, sia riguardo agli operai che per i cittadini di Taranto e dei Comuni limitrofi. Le perizie, per le quali i tecnici hanno lavorato per circa un anno, dovranno anche accertare se all’interno della fabbrica siano rispettate le misure di sicurezza per evitare la dispersione incontrollata di diossina, Pcb e benzo(a)pirene. Tutti i documenti sono e saranno al vaglio del giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco e della Procura di Taranto che ha disposto l’inchiesta sull’inquinamento nel capoluogo ionico. Ad essere indagati sono Emilio Riva, presidente dell’Ilva spa sino al 19 maggio 2010, Nicola Riva, presidente dell’Ilva dal 20 maggio 2010, Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento Ilva, Ivan DI Maggio, dirigente capo area del reparto cokerie, Angelo Cavallo, capo area del reparto Agglomerato. Le accuse sono quelle di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico. La prima parte della perizia ha fornito alla dottoressa Todisco una serie di risposte che lo stesso giudice aveva posto. Gli esperti hanno già rilevato, tra le altre cose, una massiccia presenza di diossine anche nei terreni agricoli e nelle aree di pascolo degli animali che, appartenenti ad un’azienda di Statte, erano stati abbattuti perché ritenuti pericolosi. I periti hanno constatato che “alle emissioni derivanti dagli impianti dove sono svolte anche attività di recupero non sono stati installati i sistemi di controllo in continuo, né viene verificato il rispetto dei limiti dei parametri inquinanti” . Nel giorno in cui la prima parte della perizia è stata discussa, il 17 febbraio scorso, migliaia di persone hanno presidiato l’esterno del Tribunale. Tutti volevano manifestare la loro presenza e chiedere un futuro pulito per la capitale dell’acciaio.

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