20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

Cronaca

Il cordolo che non vuole nessuno


TARANTO – Il Comune fa il bis. E così, dopo il cordolo di via Bruno che corre lungo l’ospedale, ora ne sta facendo costruire un altro, anche più impegnativo, in pietra, davanti a Palazzo di Città. Arriva praticamente a ridosso del ponte girevole. Le polemiche sul primo – inaugurato a settembre – non si sono spente, anzi si alimentano sempre più, come dimostra l’ultima denuncia di uno degli utenti del centro anticoaugulo della Asl. E sugli interventi – ancora in fase di svolgimento – è già protesta. Non sono solo poco utili, per non dire inutili. I nuovi lavori che portano la targa dell’amministrazione Stefàno rischiano di intralciare anche la corsa dei mezzi di soccorso.

Cosa succede infatti – è la domanda più ricorrente – se un’ambulanza viaggia dietro un bus che, fermandosi per far scendere i passeggeri, blocca l’intera carreggiata? Di certo l’ambulanza non potrà farsi strada. Perché l’incomprensibile geometria le impedisce di scavalcare l’ostacolo , ovvero il cordolo. In pratica, le lamentele sono le stesse di chi in questi cinque mesi ha fatto esperienza di come è peggiorata la viabilità davanti la SS. Annunziata. Quindi nessun alibi. Al comune erano stati avvertiti. Ma erano poi tanto impellenti quei lavori, con una lista di strade ‘bucherellate’ che aspettano di essere riasfaltate? E dire che prima dei lavori il traffico scorreva fluido. Ora invece il secondo intoppo si crea proprio in prossimità del ponte. Perché tutte le auto, anche quelle che devono svoltare verso la discesa Vasto sono costrette ad incolonnarsi con le macchine che invece devono proseguire sul ponte, almeno fine alla fine del cordolo, praticamente a dieci metri scarsi dall’intersezione. Ma non basta, il restyling – forse il ricordo che vuole lasciare l’amministrazione alla città – non è finito. C’è, o meglio ci potrebbe essere, perchè ancora nessuno l’ha vista, neanche sulla carta, la fontana che nascerà davanti al Municipio. Per ora c’è solo un piedistallo. Per dirla con il consigliere Mario Laruccia, “una banalissima fontana, frutto evidente di un progetto improvvisato privo di qualsiasi ricerca storico-estetica tesa all’armonico inserimento nel contesto”. Roba da far pensare alla fontana malata di Palazzeschi, quella dei famosi “Clof, clop, cloch, cloffete, cloppete…”. Laruccia si chiede se la Soprintendenza sia stata informata: gli zampillii si inserirebbero al cospetto delle colonne doriche e del castello aragonese.

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