Cronaca

Il clan di Paolo VI verso l’abbreviato


TARANTO – Il clan di Paolo VI verso il giudizio abbreviato. E’ questa la carta che la difesa del gruppo guidato dalla famiglia Pascali intende giocare nel cruciale passaggio in camera di consiglio in programma a Lecce. I legali di Carmelo Pascali, noto pregiudicato tarantino, di suo figlio Nicola, Massimo Bevilacqua, Rodolfo Nitti, Mario Papalia dovrebbero presentare la richiesta di rito alternativo proprio allo snodo in programma dinanzi al giudice Alcide Maritati.

In camera di consiglio, i difensori in primo luogo hanno eccepito la utilizzabilità delle intercettazioni ambientali e telefoniche che costituiscono una pietra angolare dell’impalcatura delle contestazioni rivolte agli imputati alla sbarra, per i quali il pm Alessio Coccioli ha chiesto il rinvio a giudizio. Dopo la decisione del gup sulle eccezioni, il collegio di difesa, composto dagli avvocati Antonio Mancaniello ed Enzo Sapia, formalizzerà la richiesta di abbreviato, che come è noto assicura agli imputati lo sconto secco di un terzo della pena. Nella mappa criminale della nostra città, il presunto clan si era ritagliato una nicchia di tutto rilievo nel rione Paolo VI. Il covo era in corso Buozzi. Ed è per questo che la Polizia battezzò proprio Buozzi il blitz con il quale sferrò l’attacco all’agguerrito sodalizio. Uno degli uomini finiti in manette nel corso dell’operazione è già uscito dal procedimento patteggiando la pena. Discorso diverso, invece, per gli altri cinque che oggi sceglieranno l’abbreviato. Nel procedimento, in realtà, figura anche un sesto imputato. Si tratta del tarantino Lucio Bimbola, accusato di favoreggiamento, ed il cui ristorante fu anche al centro di un attentato dinamitardo. Il procedimento trae spunto da un’indagine avviata nel marzo 2009 sul gruppo criminale facente capo a Nicola Pascali e al padre Carmelo – “più volte balzati all’attenzione degli investigatori dopo una sequenza di efferati episodi delittuosi determinati dalla smodata ambizione criminale degli stessi” come venne riferito nel corso della conferenza stampa con la quale venne illustrata l’operazione messa a segno dagli uomini della Squadra Mobile. Nicola Pascali e suo padre avrebbero tentato di “scalare la criminalità locale, imponendo la propria egemonia, con sistemi diretti e violenti, anche su altri criminali, rendendosi autori di attentati dinamitardi e danneggiamenti con colpi d’arma da fuoco. Una strategia stoppata dalla Polizia.

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